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FRAGMENTO DE LIBRO DE POESÌA LA TARARA DE LISA COCCO, italia octubre 10, 2012

Posted by carmenmvascones in Uncategorized.
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FRAGMENTO DE LIBRO DE POESÌA LA TARARA DE LISA COCCO
(reseña de carmen váscones)

La tarara de Lisa es un sí al aliento de su ser, un si al lugar que se funde con el laberinto de las letras que nacen en su interior, es un empapelarse con los colores de la tierra, con los sentidos que la atraviesan. Con los pensamientos que aclaran el no de la soledad. Es un sí con su rebeldía fundándose en el olimpo del tiempo que rebota como aguas que refrescan por un rato a la sombra.
La nostalgia tiene color agua en la complacencia de la creación de Lisa. Ella limita con los acantilados del verbo. Talla la forma del sentimiento y los echa a las mareas de la memoria. El sonido estalla como ola cerca de la roca. Como ventisca dejándose atrapar por el espacio.

El ser de la poeta clama un refugio para la pasión que cae en el crepúsculo. La mirada traspasa la barrera del fonema. Deja unir el trazo con el sentido. Nos lleva a escuchar el latido de la existencia cuando se está gestando.

Las formas del agua femenina y la naturaleza invaden el espíritu. Tanta belleza no cabe en la tragedia. La ausencia: nostalgia de la luna en cualquier lugar. La escritura su precipicio de placer para no serle fácil a la nada.

Conmueve esa transparencia de la autora al ahondar en la madriguera de su alma donde el laberinto tiene la forma de su ser que asoma al espejo de sus ojos. Palabra sin exclusas.
Palabra viva e irreverente a la muerte. Su letra firme asienta su poética que desmadeja en el silencio al lenguaje que descubre. Su escritura un duelo de pasiones.

Un amanecer con la imaginación. Un gozo sin compasión.
carmen vàscones

A VOLTE

A volte dalle parole non si torna indietro,
straziati da un sospetto che non dorme mai.
Dove l’ amore è solo violenza e sottomissione,
e anche un bacio non perde la sua drammaticità.
Fingere, perché ci sono altri ruoli da recitare.
Fingere, per non avere il coraggio di abbattere
la morale comune.
Ignorando che questi sbagli, saranno la nostra
fortuna, non c’è da scontare tutta la vita la
fragilità di certi momenti.
Via la donna che non è stata scelta.
Non consumerò teneramente la mia esistenza;
sarà la buona amante di un uomo, di un altro
e un altro ancora.
Guarirò, scegliendo gli antidoti giusti
per contrastare i sentimenti più aspri.
Nasconderò a me stessa il rancore che mi tormenta,
ma sto male, là nel profondo.
Dove io stessa non posso vederlo.

3

A VOLTE BASTA UN CANTO

Distesa sul letto non riesco a pensare ad altro,
immaginandomi sudata e ansimante,
su un qualunque corpo da usare,
fino a non poterne più,
per poi ricominciare.
E vivrei volentieri,
aspettando qualcosa che mi renda viva.
Pensieri, parole e gesti, di un giorno, una notte
o una vita, in un vagare erotico di occhi scuri
a illuminare un volto maschio, sensi accesi…
Piccola vita, nella storia della mia vita.
Languore silenzioso di questa dolce sera,
immersa nell’ abitudine di un affanno,
che cresce, pulsa,
mi fa dimenticare ogni sconvenienza,
ma mi mette al sicuro, tuttavia.
Sono momenti tra timore e eccitazione,
in cui la paura diventa impudenza,
e il corpo, animale pronto a tendere l’ agguato.
Non c’è arroganza, ma quasi malinconia
nella preghiera di accogliere una carezza,
nel bisogno di gettarsi in altre braccia,
per ritrovare una bocca forte e gentile,
uno sguardo dolce e insinuante.
La malizia diventa ansia,
e in un gesto intimo la mano
si protende verso la tela del ragno
dalla quale non è possibile fuggire.

4

A VOLTE

Sto aspettando… non so cosa.
Mentre la risacca prosegue nel
suo moto perpetuo,
ho una prorompente voglia di
diversità.
Ho compreso che rimanere
incatenata ad un muro,
era una versione delle favole,
con le strofe
troppo a lungo ripetute.
C’ era una volta… e una volta
ancora.
Non mi interessa quel pugno di
amara filosofia, ho pensieri e
nitidi sogni, da cucire con rituale
esigenza.
Ti mancherò, anche se sarò poco
lontana dal tuo cuore.

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