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cuento sin dejar de… al italiano por lisa cocco marzo 23, 2010

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 El océano se detuvo ante las luces, zarpé hacia ellas, mi padre fue la proa del abismo, crucé el dintel de resacas, el puerto olía a mis cinco años, mis miedos eran enemigos breves, entraban y salían.

 

L’oceano si trattenne davanti alle luci, salpai verso esse, mio padre fu la prua dell’abisso, attraversai l’architrave delle risacche, il porto profumava dei miei cinque anni, le mie paure erano nemici brevi, entravano ed uscivano.

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Indago la fisura de la madera, la fatiga quedó en el trecho,  retomo los restos, anduve por el desandar de la quimera, nada se rescata, retorno como brisa tras la ausencia.  ¿Dónde está? ¿Qué extraño?

 

Indago la fessura del legno, la fatica rimase nel tratto, riprendo i resti, camminai per il retrocedere della chimera, niente si riscatta, ritorno come brezza dopo l’assenza.  Dove è? Cosa mi manca?

 

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El regreso postergado en tantas muertes.

 

Il ritorno posticipato in tante morti

 

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Tropiezo conmigo a cada instante, la tiniebla tiene aroma de rebeldía, una zanja atrapó el acto, empuñó la imagen, raptó el anhelo, hizo de la furia su cábala y del movimiento un frente. 

 

Inciampo in me stessa ad ogni istante, la tenebra ha sapore di disubbidienza, una fenditura colse l’atto, impugnò l’immagine, rapì l’anelito, fece della furia il suo vangelo e del movimento una facciata.

 

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Cruje el vacío.

 

Crepita il vuoto

 

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Y no escupen la Biblia, siguen matando al enemigo, no hay mejilla que ofrecer. La estatua de sal sirve para juegos cerca del mar. La lengua navega sobre el sepulcro, ilumina la creciente, sale entre los litigios, la travesía está entre los acantilados y los sortilegios del alba.

 

E non rinnegano la Bibbia, continuano ad ammazzare il nemico, non c’è guancia da offrire. La statua di sale serve per i giochi vicino al mare. La lingua naviga sul sepolcro, illumina l’ ascendente, esce tra le liti, il transito è tra le scogliere ed i sortilegi dell’alba.

 

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La espera enterró su mito, la grieta dejó de soñar la unción, el frenesí liberó la promesa. ¿Quién se sumerge en la palabra?

 

L’attesa seppellì il suo mito, la crepa smise di sognare l’unzione, la frenesia liberò la promessa. Chi si immerge nella parola?

 

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Mi padre parece el sueño de un roble erguido sobre el bastión de su leyenda. Tantas veces he visto su barbilla hundida en la ventana tan igual a los años en su bastón.

 

Mio padre sembra il sogno di un rovere eretto sul pilastro della sua leggenda. Tante volte ho visto il suo mento infossato nella finestra tanto uguale agli anni del suo bastone.

 

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Cuantas veces lo he mirado desde lejos, el autobús pasa justo en su calle, su casa remonta lagunas de una cuna tan igual a su silencio y risa. Siempre tengo la sensación que vive el sobrecogimiento interior de un pueblo.

 

Quante volte l’ho guardato da lontano, l’autobus passa proprio nella sua strada, la sua casa risale al vuoto di una culla, alla sua tanto uguale al suo silenzio e risata. Ho sempre la sensazione che vive lo stupore intimo di un paese.

 

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Su generación que apellida pareciera encerrada en la hacienda y las fatigas del abuelo que jamás volvió a pisar una ciudad. La tercera generación rasgó la línea de los primogénitos, ninguno devolvió a la escritura su imagen, tampoco redimieron el libro de las filiaciones. A la cuarta generación le tocó navegar el incesto estacionado en un cantón.

 

La sua generazione che, chiamata, sembrava rinchiusa nella tenuta e le fatiche del nonno che non mise mai più piede in una città. La terza generazione strappò la linea della primogenie, nessuno restituì alla scrittura la sua immagine, nemmeno liberarono il libro delle sue origini. Alla quarta generazione toccò navigare l’incesto parcheggiato in un angolo.

 

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Nada puedo añadir a él, habita el enigma de su nombre. Mi lugar una generación del pase. Las madres iniciaron la jornada del atajo, la hechura del sueño se abrió como sexo pariendo. El Dios de mi padre se parece tanto a una mujer extraña.

 

Niente posso aggiungere su di lui, abita il mistero del suo nome. Il mio posto, una generazione di passaggio. Le madri iniziarono la giornata in cui poter far valere i loro diritti, il compimento del sogno si aprì, come un sesso partorendo. Il Dio di mio padre somiglia tanto ad una donna estranea.

 

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Buscan los descendientes su imagen entre los huéspedes de esta quimera. Sus amores vividos han fecundado el útero de la muerte. Sus hijos son la generación del desenlace. La infancia arrancó a otro distrito, otros golpes acaecieron a los herederos.  El padre concluyó su imperativo.

 

Cercano i discendenti la sua immagine tra gli ospiti di questa chimera. I suoi amori vissuti hanno fecondato l’utero della morte. I suoi figli sono la generazione della fine. L’infanzia scappò verso un’ altra direzione, altre disgrazie accaddero agli eredi. 

Il padre concluse il suo dispotismo.

 

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¿En cuál cementerio reposará el nombre del principio que engendró el génesis del símbolo?

 

In quale cimitero riposerà il nome del fondamento, che generò l’ origine del simbolo?

 

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Consumado el asentamiento del linaje el antepasado desistió, canceló una deuda que no era suya. Dejó de estar atrapado sobre el terreno de las conmemoraciones el designio del fulgor.  De uno en uno los mortales impulsan la embestida de sus atestiguamientos.  Nupcias a la vida. Palabra y muerte.

 

Consumato l’insediamento del lignaggio l’antenato rinunciò, saldò un debito che non era suo.

Smise di essere prigioniero sul terreno delle commemorazioni,meta dello splendore.  Di uno in uno i mortali spingono la carica delle sue testimonianze.  Nozze alla vita. Parola e morte.

 

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Los convivientes del otro orden se dan citas precipitadas al finito. Pactan nuevas sangres. Aliadas las filiaciones a los lugares de otros orígenes. La estancia está vacía.

 

I conviventi dell’altro ordine si danno appuntamenti precipitosi al limite. Pattuiscono nuove generazioni. Concordate le filiazioni in luoghi di altre origini. La stanza è vuota.

 

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En el libro del escudo yacen incrustados los iniciadores, y, entre ellos, está aquel que se pregunta ¿quién ere su amante acaso la muerte?

 

Nel libro del casato, giacciono incrostati i fondatori, e, tra essi, c’è quello che si domanda chi era il suo amante, per caso la morte?

 

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El suscrito soltó los restos coronó la muerte con amores. Prefijos de olvidos exhalan el drama de una alianza. En la palabra padre hay un espacio de resina y urna. -Él un caos perfecto-

 

Il sottoscritto sciolse i resti incoronò la morte con amori. Prefissi di dimenticanze esalano il dramma di un’alleanza. Nel parola padre c’è uno spazio di resina ed invaso. – Lui, un caos perfetto-

 

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Llevo su sangre como pacto con el infierno, llevo su ternura como Cristo besando los pies de Magdalena, llevo su nombre como salvaje recogiendo la luz en la roca grabada. Su ausencia la cubro con parábolas. Hecho incienso en sus pasos.

 

Porto il suo sangue come patto con l’inferno, porto la sua tenerezza come Cristo baciando i piedi di Maddalena, porto il suo nome come selvaggio, raccogliendo la luce nella roccia incisa. La sua assenza la copro con parabole. Spargo incenso sui suoi passi.

 

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Mi origen desemboca en la angustia divina: estoy sola. Habitación 110, 4 de agosto de 1997. 8:10 p.m.

 

La mia origine sfocia in una oppressione divina: soon sola. Stanza 110, 4 agosto del 1997

ore 8:10 post meridiane.

 

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Tallo en la luna el movimiento del caos. Someto la muerte a la belleza del nacimiento. El se acabó, no vi su muerte, no quise recibirla. Su angustia era como un hijo desterrado del vientre del deseo.

 

Intaglio nella luna il movimento del caos. Sottometto la morte alla bellezza della nascita. Egli finì, non vidi la sua morte, non volli riceverla. La sua angoscia era come un figlio esiliato dal ventre del desiderio.

 

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Cuánto quería calmarte quitarte de ese trecho, de tu sufrimiento sólo tu sabes, no estuve en tu pellejo, tu aliento desesperado luchaba sin tregua.

 

Quanto volevo calmarti, toglierti da quella distanza, della tua sofferenza, solo tu sai, non stavo nella tua pelle, il tuo alito disperato lottava senza tregua.

 

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Recibía tu miedo que era mi impotencia, te abrazaba para apaciguar eso que sentías, nos quedábamos quietos con las manos juntas. Cómo aparecía tu dolor de no separarte mi vehemente y tierno, incapaz de odio ni rencor, cómo hubiera querido que te fueras sin la lucidez del último paso para que no pidas no te dejen morir. Cógeme dijiste como si fueras un niño te quedaste en los brazos de Mercedes, tu cabeza cayó en su pecho.

 

Ricevevo la tua paura, che era la mia impotenza, ti abbracciavo per lenire quello che provavi.

Noi stavamo tranquilli con le mani giunte.

Come appariva il tuo dolore di non separarti mio veemente e tenero, incapace di odio e rancore, come avrei voluto che andassi via, senza la lucidità dell’ultimo passo, affinché tu non chieda, che non ti lascino morire. Prendimi, dicesti come se fossi un bambino, rimanesti nelle braccia di Mercedes, la tua testa cadde nel suo petto..

 

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Tuve desolación verte ese instante, sentí furia, y un ahogo que me quitaba el aliento de no poder hacer nada, de enfrentarme con tu cadáver, de ya no escucharte.  No sé si era soberbia o egoísmo, quizás si lo sé, tu certeza inconfundible, tu presencia de patriarca, el hombre que conocí con su orgullo y fragilidad.

 

Ebbi la desolazione di vederti quell’istante, sentii furia, ed un soffocamento che mi toglieva il conforto di non potere fare niente, di stare davanti al tuo cadavere, e ormai più  non sentirti.  Non so se era superbia o egoismo, forse si, lo so, la tua certezza inconfondibile, la tua presenza di patriarca, l’uomo che conobbi col suo orgoglio e fragilità.

 

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Un humano especial en el redil de mi historia.  Aquel que puso el espermatozoide en el óvulo de mi madre, exacto coito del engendramiento, yo tu hija atestiguo parte de esa alianza que construiste con ella. No tienes sustituto, fuiste solo tú. Por eso la frialdad eterna no te pertenece ni a mí.

 

Un umano speciale nel retaggio della mia storia. Quello che mise lo spermatozoo nell’ovulo di mia madre, preciso amplesso del concepimento, io tua figlia sono testimone e parte di quell’alleanza che hai costruito con lei. Non hai sostituti, eri solo tu. Per quel motivo la freddezza eterna non ti appartiene, e nemmeno a me.

 

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Me es inevitable pensar en tus gusanos que te están devorando. Imagino la putrefacción de tu cuerpo, su olor espantando la eternidad.  Menos mal que los buitres no llegan allí.

Ya no estás – ya no eres. Cayó tu acto. 

 

Mi è inevitabile pensare ai tuoi vermi che ti stanno divorando. Immagino la putrefazione del tuo corpo, il suo odore spaventando l’eternità.  Meno male che gli avvoltoi non arrivano lì.

Non sei qui oramai, non ci sei più oramai. Si chiude il tuo sipario.

 

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No hay próximo encuentro.  Tú sin mí yo sin ti. Aquí estoy escribiendo, ya no leerás mis  inéditos mi crítico y primer lector, te extraño. Amante padre me traicionaste, te fuiste con mi rival, siento el dolor del dolor, no tengo nada que juzgarte sangre de mí, echo tierra al vacío, escupo la nada, me lamento como nunca, lloro sin más.

 

Non c’è prossimo incontro. Tu senza me io senza te.Qui sto scrivendo, non leggerai oramai i miei inediti,  mio critico e primo lettore, ti rimpiango. Amante padre mi hai tradito, sei andato via col mio rivale, sento il dolore del dolore, non ho niente per cui giudicarti sangue mio, getto terra nel vuoto, sputo il niente, mi lamento come mai, piango a più non posso.

 

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Que problema ser mortal, cómo duele esto, este dolor como que no fuera a acabarse. Tengo partida el alma, tengo un boquete en la palabra que tienes un lugar.

 

Che problema essere mortali, come fa male questo, questo dolore che sembra non smettere mai.

Ho l’ anima persa, ho un vuoto nella parola, in cui avevi posto.

 

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El arco iris está fragmentado en el universo de mi memoria.

Ausencia de ti soledad del silencio ahí. Dios nombrarte no basta en este momento. Siento un movimiento caído en la mudanza del verbo. El dolor es una forma de no  morir.

 

L’ arcobaleno è spezzato nell’ universo della mia memoria.

Assenza di te, solitudine del silenzio qui. Dio, nominarti non basta in questo momento.

Sento un movimento caduto nel cambio del verbo. Il dolore è una forma per non morire.

 

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Salgo del panteón y de la oscuridad, me alejo de la lápida, siento una tristeza profunda.  Te llevo como secreto. Le doy giro a mí ser, me encuentro otra: me enfrento. Veo en mi rostro la huella de la pérdida. Me visto de luto. 

 

Esco dal tempio dell’ oscurità, mi allontano dalla lapide, provo una tristezza profonda.

Ti porto come un segreto. Faccio un giro su me stessa, mi sento un’ altra, mi confronto.

Vedo nel mio viso l’ impronta della perdita. Mi vesto di lutto.

 

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Por no sé qué tiempo busco su rastro. Ni su sombra -disgrego- alguna vez pensé en el suicidio, no soy capaz,  me alejo de la melancolía, sepulto la idea que se cruza, qué duro sin ti, impongo mi presencia.  Te guardo dentro.

 

Non so per quanto tempo cerco il suo profilo, nemmeno dalla sua ombra mi separo. Qualche volta ho pensato al suicidio, non sono capace, mi allontano dalla malinconia, seppellisco l’ idea che si fa strada, com’è difficile senza di te. Prevalgo, e ti porto dentro.

 

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Mi deseo dispone de la eternidad que no soporto, tonterías de la razón magia del cómico. Para no estar extraviada en tu imagen hago toques de poesía.  Danza dentro de mis dudas como hada infantil. Siempre me faltó algo quede ahí. Me quiero liberar de mí pero en el fondo no. “Me quedo conmigo”.

 

Il mio desiderio dispone dell’eternità che non sopporto, sciocchezze della ragione, magia del ridicolo. Per non essere distratta nella tua immagine, interpreto versi di poesia. Danza dentro i miei dubbi come fata infantile. Mi è sempre mancato qualcosa che rimanga qui. Voglio liberarmi di me, ma in fondo no. Rimango con me stessa.

 

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Muerte carencia del deseo, espectro del abismo, yo de otro, resto del ser. Yo: no soy otro. Estoy libre de tu muerte. No te debo nada padre sólo te amé.

 

Morte carenza del desiderio, spettro dell’abisso, io di un altro, rimanenza dell’essere. Io:  non sono un altro. Sono libera dalla tua morte. Non ti devo niente padre, ti ho soltanto amato.

 

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Alguna vez me contaste que cuando tu mujer nacía tu historia había empezado, otras lunas coqueteaban y sollozaban. No sabías qué pasaba estabas alucinado con tu deseo, pusiste sembríos en otra tierra, crecieron como girasoles desafiando al sol. 

 

Qualche volta mi raccontavi che quando tua moglie nasceva, la tua storia era già iniziata, altre lune civettavano e singhiozzavano. Non sapevi che cosa succedeva, eri allucinato dal tuo desiderio, mettesti semi in un’altra terra, crebbero come girasoli sfidando il sole.

 

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Te asustaste, huiste a otro sitio, ibas como siempre traje blanco nítido con tu cigarro infaltable, tu sombrero, el bastón fue después, estabas bello, no entendías el movimiento, la gente se encaminaba a un lugar.

 

Ti spaventasti, fuggisti in un altro posto, andavi come sempre con abito bianco, nitido, col tuo immancabile sigaro, il tuo cappello, il bastone venne dopo, eri bello, non capivi il movimento, la gente si incamminava verso un luogo.

 

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Quiso el pueblo detenerte, peleaste como ebrio con el fantasma, oíste el cadáver anunciado por las campanas de la iglesia, te acercaste siguiendo a los otros, te encontraste con la casa de tu amigo, el difunto pertenecía a su familia. 

 

Il paese volle fermarti, litigasti come ubriaco col fantasma, sentisti il cadavere annunciato dalle campane della chiesa, ti avvicinasti seguendo agli altri, ti trovasti nella casa del tuo amico, il defunto apparteneva alla sua famiglia.

 

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Se acompañaron hombro a hombro, medio dormido te quedaste, entre trago puro y la vida seguían llegando los conocidos. En el féretro estaba la matrona, mama tomasa la llamaban, era de riendas firmes, respetada y querida.

Un muerto no se va así no más.

 

Si accompagnarono spalla a spalla, mezzo addormentato rimanesti, tra un sorso puro e la vita, continuavano ad arrivare i conoscenti. Nel feretro stava la matrona, mamma tomasa la chiamavano, era di maniere forti, rispettata e amata.

Un morto non se ne va così, non più.

 

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Sacudiendo la borrachera del vacío pensaste un café para sacarte de encima la noche, buscaste pedírselo a quién, era un revuelto todo ese rato, por aquí por acá el cruce humano.

 – Ese día estaba hecho para ti –

 

Scuotendo la sbronza del vuoto, pensasti ad un caffè per superare quella notte, cercasti di chiederlo a chi, era sottosopra in quel momento, qui e là incroci di gente.

 – Quel giorno era fatto per te –

 

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Diste vuelta a tu pisada, te acercaste a la joven, le preguntaste quién eres, apenas los pezones le asomaban bajo la blusa, ni gota de maquillaje, el pelo recogido, vestido ceñido a la cintura, parecía una hermosa garza. Te  contestó, -soy la hija de Martínez-, casi refregándote los ojos, abriste la boca bien grande, ¿dónde te tenía escondida?

 

 

Ritornasti sui tuoi passi, ti avvicinasti alla giovane, le domandasti chi sei, i capezzoli le spuntavano appena sotto la blusa, nemmeno una goccia di trucco, i capelli raccolti, vestito stretto alla vita, sembrava un bell’ airone. Ti rispose, – sono la figlia di Martínez –

Quasi strofinandoti gli occhi, apristi la bocca ben grande, dove ti aveva nascosta?

 

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Te quedaste mudo, sacaste tu pucho y lo prendiste, de reojo y de frente siguiéndola, te trajo la taza caliente, la detienes, y como si la conocieras hace mucho tiempo, como si se tratara de un pacto hecho a escondidas, como si ella sabía  de lo que se trataba como  si nada, casi seguro y con dejo de asentamiento la desafías y la posees con tus palabras inquisitivas, parecías un As de póker perdido en la soledad del jugador. 

 

Rimanesti muto, tirasti fuori il resto del tuo sigaro, rigirandolo di fronte e di traverso, seguendola con lo sguardo, ti portò la tazza calda, la fermi, e, come se la conoscessi da molto tempo, come se si trattasse di un patto fatto di nascosto, come se lei già sapesse quello che stava succedendo, come se niente fosse, quasi sicuro e con accento di appropriamento la sfidi e la possiedi con le tue parole indagatrici, sembravi un Asse di poker perso nella solitudine del giocatore.

 

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No pensaste en el riesgo, te lanzaste al ruedo, no sabía qué hacer la muchacha, te siguió el juego, ninguno de los dos se retiró, se marcaron las miradas, se hirieron con el aguijón de los sueños cómplices. 

 

Non pensasti al rischio, ti lanciasti a precipizio, la ragazza non sapeva cosa fare, ti seguì nel gioco, nessuno dei due si ritirò, si fissarono gli sguardi,si ferirono con la freccia dei sogni complici.

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Él ya maduro corrido, ella apenas saliendo del parque de los juegos, no importó nada, la prendaste poco a poco, al tenerla tan cerca de ti sacas del bolsillo un escapulario, como si fuera una sentencia, muy serio sin pedir nada, sólo decidiendo sueltas la lengua…

 

Lui già maturo e navigato, lei appena uscita dal parco giochi, non faceva nulla.

L’ hai sedotta poco a poco, tenendola così vicina a te, togli dalla tasca un distintivo, come se fosse una sentenza, molto serio e senza chiedere nulla, solo decidendo sciogli la lingua.

 

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Un día antes de ya no verte con la luz en tus ojos volviste a ese momento, como estrofa de pasillo susurraste tu declaración de hombre enamorado con dejo de amor como si tuvieses “el alma en los labios”. 

 

Un giorno, prima che sparisse quella luce dai tuoi occhi, ritornasti a quel momento, come strofa di corridoio sussurrasti la tua dichiarazione di uomo innamorato con accento di amore come se avessi “l’anima sulle labbra.”

 

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“Un detente del corazón de Jesús hizo el milagro al colocarlo alrededor de su cuello, le dije que lo usara junto a su corazón, que era el lugar donde quería estar ubicado desde ese momento para siempre”

 

-Un seguace del Cuore di Gesù, fece il miracolo di metterlo attorno al suo collo, le dissi che l’usasse insieme al suo cuore, che era il posto dove volevo stare, da quel momento e per sempre”

 

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Te escuché atentamente detenidamente, letra a letra, te besé,  te dije al oído, tú sí que la amas, sonrió dulcemente, como retornando como que no había pasado el tiempo como que estaba con ella ahí, como que no existía nadie más, como dos palomas en el tejado de una casa, como ellos únicamente.

 

Ti ascoltai distintamente, attentamente, lettera dopo lettera, ti baciai, ti dissi all’orecchio, tu si che l’ami, sorrise dolcemente, come ritornando indietro con la memoria come se nno fosse passato il tempo, come fosse lì con lei, come se non esistesse più nessuno, come due colombe nel tetto di una casa, come loro, unicamente.

 

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3

 

Tus pequeños se vistieron de flores y conejos brincones hicieron con sus manitas figuritas a contraluz prestaron  colores  al arco iris para teñir ausencia, con un carboncillo te dibujaron todito, te envolvieron en algodón, tu cabeza la cubrieron con espuma de mar, tus pies los protegieron con rondas de calor para que no tengas frío.

 

I tuoi piccoli si vestirono di fiori e da conigli salterini, fecero con le loro manine, figure in controluce, prestarono colori all’arcobaleno per disegnare l’ assenza, con un carboncino ti disegnarono tutto, ti avvolsero in cotone, la tua testa la coprirono con schiuma di mare, i tuoi piedi li protessero con un cerchi di calore, affinché tu non abbia freddo.

 

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Inquietos y curiosos desconfiaban del tiempo, vieron que una manecilla del reloj se había detenido cerca de la noche, decidieron buscarte con sus muñecos más queridos, bosquejaron un camino, lo iluminaron con palitos de fósforos para que no te pierdas, sembraron semillas mágicas a los bordes, en un cerrar de ojos habían crecido árboles increíbles donde los pajaritos saltaban cantaban anidaban y ensayaban revuelos como a ti te encanta verlos, lo que ellos querían no estés tristes ni solito ni encerrado en el silencio.

 

Inquieti e curiosi diffidavano del tempo, videro che una lancetta dell’orologio si era fermata vicino alla notte, decisero di cercarti con i loro bambolotti più cari, abbozzarono una strada, l’illuminarono con i fiammiferi perchè tu non ti perda, seminarono semi magici ai bordi, in un battito di ciglia, erano cresciuti alberi incredibili dove gli uccellini saltavano, cantavano, si annidavano e provavano svolazzi come a te piace vederli, quello che essi volevano è che tu non sia triste, né solo, né rinchiuso nel silenzio.

 

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A uno se le ocurrió poner la pipa en la sonrisa de la señora luna por si acaso  quieras fumar un poquito no más, hasta que decidas volver, te abrieron todos los túneles, quitaron todas las trampas, se pusieron de acuerdo con los relámpagos, hicieron callar los truenos, dejaron la lluvia encerrada en la nube.

 

Ad uno capitò di mettere la pipa nel sorriso della signora luna, caso mai vuoi fumare  un pochino,non di più, fino a che decida di ritornare, ti aprirono tutte le gallerie, tolsero tutte le trappole, si misero d’ accordo con i fulmini, fecero tacere i tuoni, lasciarono la pioggia rinchiusa nella nuvola.

 

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Todos se sentaron en círculo,  escribieron con sus dedos sobre la tierra un canto que empezaba  más o menos así, con la á a la b a la c a la d hasta llegar a la p.

Había una vez  un pájaro carpintero que picaba en la madera  y sonaba así. Pepe Pepito Pepón ¿dónde estás? se fue una pe. Pepepé no puedo pronunciar. Pepepé asómate ya y si no puedes quiero estés en mis sueños siempre conmigo. Pepepé te quiero con p. 

 

Tutti sedettero in circolo, scrissero con le dita sulla terra un canto che incominciava più o meno così: con la á alla b alla c alla d fino ad arrivare alla p.  C’era una volta un uccello falegname che picchiava nel legno e suonava così. Pepe Pepito Pepón dove sei? andò via una pi. Pepepé non posso pronunciare. Pepepé affacciati ora e se non puoi voglio che stai sempre nei miei sogni. Pepepé ti voglio con p.

 

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Pepepé ¿dónde estás? Pepepé a la una a las dos ya no estás? Pepepé. Pepe tu nombre el más lindo. Pepe Pepito Pepón el juguetón. Pepepé, ahí no más, toca mi turno mi nombre ya, empiezo con p empiezo sin p, pepe no soy pero pepe también ¿quién soy?

 

Pepepé dove sei? Pepepé all’una alle due ancora non ci sei? Pepepé. Pepe il tuo nome il più carino. Pepe Pepito Pepón il giocherellone. Pepepé, non è più qui, è il turno del mio nome ora,incomincio con p incomincio senza p, pepe non sono, ma anche pepe, chi sono?

 

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En vista que nunca llegaste, ellos entendieron algo ocurrió ya que tu eras  recontra puntual, se pusieron un poco triste más que triste tristísimos. Todos cerraron sus ojos, unieron sus deditos y de una sola hicieron un florón con sus pensamientos todos anudados abrazaron tu corazón en un solo latido.

 

Col fatto che non arrivasti mai, essi capirono che qualcosa era successo, poiché tu eri sempre puntuale agli incontri, diventarono un po’ tristi, più che tristi, tristissimi. Tutti chiusero gli occhi, unirono le loro ditina e in un momento fecero un grande fiore con i loro pensieri tutti annodati, e abbracciarono il tuo cuore in un unico battito.

 

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Una gotita de lluvia cayó sobre la semilla que uno de tus pequeños había guardado, no tienes idea como creció de un salto, era una rosa roja ¿sabes cual? la del cuento, se había salido de la página porque está aburrida que nadie la visita ni hablan de ella, la tenían completamente olvidada, solo su protector la riega, y ya los dos  de verse la cara  y lo mismo siempre los tiene ni para qué contar.

 

Una goccia di pioggia cadde sul seme che uno di tuoi piccoli aveva conservato, non hai idea come crebbe in un momento, era una rosa rossa, sai quale? quella del racconto, era uscita dalla pagina perché era annoiata, perchè nessuno le fa visita né parla di lei, l’avevano completamente dimenticata, suolo il suo giardiniere la annaffia, e ora i due a forza di guardarsi in faccia, non avevavo più niente da dirsi.

 

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Los chiquitos oyeron  la historia e inmediatamente fueron a buscar al principito para darle a saber la melancolía de la flor, sabes el confesó también estar así dijo no tenía amigos, ni bien dicho esto no fue más. Entre todos armaron un jardín con toda la alegría con todas las adivinanzas con toda la gracia de la inocencia  formaron un riachuelo para que el agua del río de la ciudad llegue  suavecito  a las raíces de sus sueños.

 

I bambini ascoltarono la storia ed immediatamente andarono a cercare il principino per fargli sapere della malinconia del fiore, sai anche lui confessò di essere solo, perchè non aveva amici, detto fat, con tutti gli indovinelli, con tutta la grazia dell’innocenza formarono un ruscello affinché l’acqua del fiume della città arrivi dolcemente alle radici dei suoi sogni.

 

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De tanto trajín quedaron cansados ahora principitos todos se durmieron de  un solo golpe pidiendo no sin antes estés bien donde quiera te encuentres. Ángel de la guarda dulce  compañía no lo dejes solo ni de noche ni de día…

 

Di tanto viavai, giacquero stanchi e, ora tutti i principini  si addormentarono di un solo istante, ma non prima di chiederti se stavi bene e dove ti trovavi. Angelo custode, dolce compagnia, non lasciarli soli né di notte né di giorno

 

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Pasaron las lunas y los soles, no se hablaba de ti, tu espacio estaba ahí, tu almohada  tu cigarro tu pijama  tu fosforera  tu anillo, todas tus cosas menos tu. Nosotros sin ti. Sospechamos que algo había pasado, algo que duele  más que una sacada de muela, más que un rojo en la libreta, más que un coraje de papá y mamá, más que el mismo miedo al cuco.  

 

Trascorsero lune e soli, non si parlava di te, il tuo posto era lì, 
col tuo cuscino, il tuo sigaro, il tuo pigiama, il tuo accendino e il tuo anello, 
tutte le tue cose, mancavi tu.Noi senza te. Sospettammo che fosse successo qualcosa, 
qualcosa che fa più male che togliere un dente, più che un brutto voto sul registro, 
più che un' arrabbiatura di mamma e papà, più che la paura dello stesso uomo nero.
 

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Uno de los nuestros el mayor del clan soltó sin ton ni son que el abuelito  jamás iba a volver  a estar en casa porque la muerte  se lo llevó, nos apretujamos juntitos, no la conocíamos. Nos la imaginamos  como una bruja como una noche sin estrellas como una tierra sin habitantes como un monstruo quitándonos la imaginación. 

 

Uno dei nostri, il maggiore della compagnia, disse in tono incolore che il nonno non sarebbe mai tornato a casa, perché la morte lo portò con se, ci stringiamo vicini vicini, non la conoscevamo la morte. Ce l’immaginiamo come una strega, come una notte senza stelle, come una terra senza abitanti, come un mostro che ci toglie l’immaginazione.

 

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Era más que pena era dolor inmenso esto de estar sin ti de no poder olvidarte de no poder besarte de no poder abrazarte de no poder jugar contigo de no poder tenerte cerca. 

Sabes abuelito, creemos saber lo que te pasó, tenemos nuestra sospecha, y te la queremos  realmente contar, espero la lea alguna vez.

 

Era più che pena, era dolore immenso questo  stare senza te, di non potere dimenticarti,di non potere baciarti, di non potedi sapere quello che ti è successo, abbiamo il nostro sospetto, e te lo vogliamo davvero raccontare, spero tu lo legga qualche volta.

 

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Un día cogiste calladito y despacito la puerta de la calle saliste sin que nadie te viera ¿por qué? porque estabas muy cansado de esperar tu turno de ser ángel, no nos querías cerca porque no íbamos a entender tu nuevo estado y nos íbamos a preocupar, por eso te fuiste a esconder donde nunca pudiéramos llegar.

 

Un giorno, in silenzio e lentamente imboccasti la porta che dà sulla strada, uscisti senza che nessuno ti vedesse, perché? Perché eri molto stanco di aspettare il tuo turno per diventare angelo, non ci volevi vicino perché non potevamo comprendere il tuo nuovo stato, e ci saremmo preoccupati. Per questo motivo, sei andato a nasconderti, dove noi, non potessimo raggiungerti mai.

 

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Tengo entendido que allí están todos los que parten de este mundo, es un secreto ese lugar ¿tendrás alas ya?

 

Ho capito che lì, ci sono tutti quelli che lasciano questo mondo, è un segreto questo posto.

Avrai già le ali?

 

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4

 

El hombre atrás,  la cortina se recoge, el niño anuda el drama, se amontona en el retablo el argumento, los aliados hacen coro, agitan sus fantasías, el eslabón no se detiene, el deslizamiento agarra los repartos, todos cómplices, fragmentos del papel por todo lado.

 

L’uomo dietro la tenda si ritira, il bimbo intuisce il dramma, ci si riunisce davanti all’altare per l’ evento, tutti uniti fanno coro, agitano le sue fantasie, l’elemento non si trattiene, il movimento afferra i partecipanti, tutti complici, pezzetti del copione in ogni dove.

 

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La ficción a la par del personaje, sacan desnudo a Narciso, mofan del fantasma, persiguen el grito, le hacen morisquetas al espejo, a cada rato cambian el acto, el tótem juega con ellos,  al crimen le hacen cosquillas, a la serpiente le hacen bromas, juegan a caballo con el instinto, sacan al sueño de la cámara, le lavan la cara a las imágenes, al brujo le hacen agachar la cabeza, y que beba su poción.

 

La finzione allo stesso modo del personaggio, lascia nudo Narciso, si beffano del fantasma, perseguono il grido, gli fanno smorfie allo specchio, ad ogni momento cambiano il copione, l’ effige gioca con loro, all’ ingiustizia fanno il solletico, al serpente  fanno scherzi, giocano al cavallo con l’istinto, strappano il sogno dalla macchina fotografica, lavano il viso alle immagini, allo stregone  fanno chinare la testa, e che beva la sua pozione.

 

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Se cansaron de jugar con Dios a la escondida, nunca hay como agarrarlo, todos juntos le dicen tramposo déjate ver ahora o nunca, empezamos a contar hasta diez si no apareces …

Los niños recrean sus escondidas, ordenan al fantasma cada encuentro corren tras el perseguidor no se dejan coger, entre ellos se reparten la consigna, la ronda de la inocencia una y otra vez, las lunas cambian las sombras crecen, otras manos se agarran y todo empieza otra vez.

 

Si sono stancati di giocare a nascondino con Dio, non c’è mai modo di prenderlo, Tutti insieme gli dicono: Imbroglione, fatti vedere, ora o mai più, cominciamo a contare fino a dieci e se non vieni fuori……..

I bambini immaginano i suoi nascondigli, ordinano al fantasma di farsi trovare, corrono appresso al persecutore, non si lasciano prendere, tra essi si dividono gli ordini, il cerchio dell’innocenza una e una volta ancora, le lune cambiano le ombre crescono, altre mani si afferrano e tutto incomincia un’altra volta.

 

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Los bufones entran, escenas de amores y mitos, los ropajes del episodio marcan, hacen del miedo la pirueta de lo extraño, la actuación es aclamada.

 

I buffoni entrano, scene di amori e miti, le vesti dell’episodio risaltano, fanno della paura la pantomina dell’ insolito, la recita è acclamata.

 

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Acogen la repetición. Correteaderas por todas partes, embrujan a la muerte, le hacen castillo de colores al rito pagano, le sacan la lengua a la cruz, sus pasiones la ponen en garabatos, el episodio de la arcilla bajo el soplo de los niños.  El adiestrador se esconde tras el padre, al niño jesús lo pusieron en andador, expulsaron al ángel del espanto, al diablo lo bañaron porque tenía mucho calor, al cielo y la tierra lo vistieron de plastilina.

 

Accolgono il bis. Scalmanati dappertutto, stregano la morte, fanno un castello di colori al rito pagano, tirano fuori la lingua alla croce, le loro passioni le manifestano in scarabocchi, l’episodio dell’argilla sotto il soffio dei bambini. Il capocomico si nasconde dietro il padre, il bambino Gesù divenne un viandante, espulsero l’angelo cattivo, il diavolo lo bagnarono perché aveva molto caldo, il cielo e la terra rivestirono di plastilina.

 

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Los pequeños saben lo que hacen no necesitaron ir a El, ellos mismos hicieron el génesis de sus días y del primero también, no necesitaron de siete largos días para hacer a los animales, las plantas, las cosas, porque bastaba una palabra…

Los mandamientos no existen en el mundo de ellos.  En el nombre del Deseo: el mundo los humanos y la muerte.

             

I piccoli sanno quello che fanno non dovettero ricorrere a Dio, loro stessi fecero la genesi dei suoi giorni e anche del primo, non avevano bisogno di sette lunghi giorni per fare gli animali, le piante, le cose, perché bastava una parola.  Gli ordini non esistono nel loro mondo. E nel nome del Desiderio:  il mondo, gli umani e la morte. 

  

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La batalla del júbilo los rodea.

Recrean la hazaña, hacen del absurdo una comedia, juegan a la rayuela cuando tienen dudas enfrentan la angustia en el teatrín del lenguaje, a imagen y semejanza la diferencia y el espejo, hacen el cuento de los cuentos. 

 

La battaglia della gioia li circonda.

Ricreano l’impresa, fanno dell’assurdo una commedia, giocano alla piastrella, quando hanno dubbi affrontano l’angoscia nella scenografia del linguaggio, ad immagine e somiglianza la differenza e lo specchio, fanno il racconto dei racconti.

 

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Sus palabras juegan a que juegan.

Los niños dormidos entre los juguetes, un juego yace en la boca, la culpa vestida de payaso hace de la luna una pandereta, mientras las estrellas ensayan,  el sol con sus rayos de violoncelo entona  pestañas del mar, la marejada rebota ante los castillos de arena.

 

Le loro parole giocano a quello che giocano.

I bambini addormentati tra i giocattoli, un gioco giace nella bocca, la colpa vestita da pagliaccio fa della luna un tamburello a sonagli, mentre le stelle recitano, il sole coi suoi raggi di violoncello rinforza i confini del mare, la mareggiata rimbalza davanti ai castelli di sabbia.

 

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El miedo se hizo añicos con la risa, la imagen del mundo la hunden  en el acoso de la hormiga, todos juntos van donde las ranas que huyen de las hojas del tiempo. Un trinar los lleva a la

estación  de la ternura y la fábula.

 

La paura si fece a pezzi con la risata,l’immagine del mondo l’affondano nell’inseguimento della formica, tutti insieme vanno, dove le rane fuggono dalle foglie del tempo. Un trillare li porta alla stazione della tenerezza e della favola.

 

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Un olor a nacimiento deja escapar la inocencia, mientras los niños corren juntos con el sepulturero de estas tierras.

 

Un odore di nascita lascia scappare l’innocenza, mentre i bambini corrono insieme col

becchino di queste terre.

 

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Mi padre y dios  un rasgo cercano al monologo. Mi grito una incógnita del incesto.  Configuro mi nombre en la identidad con la muerte.  Divago en la primicia del ilusionista. Mi exclamación un resto de la infancia.  -los instantes son mi posteridad- 

Entregada a la confesión del cuerpo.

 

Mio padre e Dio, una identità vicina al monologo. Il mio grido un’incognita dell’incesto.  Delineo il mio nome nell’identità con la morte.  Mi distraggo nella novità dell’illusionista. La mia esclamazione, un resto dell’infanzia.  -gli istanti sono la mia posterità – Dedita alla confessione del corpo.

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