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cuento sin dejar de… al italiano por lisa cocco marzo 23, 2010

Posted by carmenmvascones in Uncategorized.
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 El océano se detuvo ante las luces, zarpé hacia ellas, mi padre fue la proa del abismo, crucé el dintel de resacas, el puerto olía a mis cinco años, mis miedos eran enemigos breves, entraban y salían.

 

L’oceano si trattenne davanti alle luci, salpai verso esse, mio padre fu la prua dell’abisso, attraversai l’architrave delle risacche, il porto profumava dei miei cinque anni, le mie paure erano nemici brevi, entravano ed uscivano.

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Indago la fisura de la madera, la fatiga quedó en el trecho,  retomo los restos, anduve por el desandar de la quimera, nada se rescata, retorno como brisa tras la ausencia.  ¿Dónde está? ¿Qué extraño?

 

Indago la fessura del legno, la fatica rimase nel tratto, riprendo i resti, camminai per il retrocedere della chimera, niente si riscatta, ritorno come brezza dopo l’assenza.  Dove è? Cosa mi manca?

 

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El regreso postergado en tantas muertes.

 

Il ritorno posticipato in tante morti

 

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Tropiezo conmigo a cada instante, la tiniebla tiene aroma de rebeldía, una zanja atrapó el acto, empuñó la imagen, raptó el anhelo, hizo de la furia su cábala y del movimiento un frente. 

 

Inciampo in me stessa ad ogni istante, la tenebra ha sapore di disubbidienza, una fenditura colse l’atto, impugnò l’immagine, rapì l’anelito, fece della furia il suo vangelo e del movimento una facciata.

 

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Cruje el vacío.

 

Crepita il vuoto

 

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Y no escupen la Biblia, siguen matando al enemigo, no hay mejilla que ofrecer. La estatua de sal sirve para juegos cerca del mar. La lengua navega sobre el sepulcro, ilumina la creciente, sale entre los litigios, la travesía está entre los acantilados y los sortilegios del alba.

 

E non rinnegano la Bibbia, continuano ad ammazzare il nemico, non c’è guancia da offrire. La statua di sale serve per i giochi vicino al mare. La lingua naviga sul sepolcro, illumina l’ ascendente, esce tra le liti, il transito è tra le scogliere ed i sortilegi dell’alba.

 

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La espera enterró su mito, la grieta dejó de soñar la unción, el frenesí liberó la promesa. ¿Quién se sumerge en la palabra?

 

L’attesa seppellì il suo mito, la crepa smise di sognare l’unzione, la frenesia liberò la promessa. Chi si immerge nella parola?

 

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Mi padre parece el sueño de un roble erguido sobre el bastión de su leyenda. Tantas veces he visto su barbilla hundida en la ventana tan igual a los años en su bastón.

 

Mio padre sembra il sogno di un rovere eretto sul pilastro della sua leggenda. Tante volte ho visto il suo mento infossato nella finestra tanto uguale agli anni del suo bastone.

 

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Cuantas veces lo he mirado desde lejos, el autobús pasa justo en su calle, su casa remonta lagunas de una cuna tan igual a su silencio y risa. Siempre tengo la sensación que vive el sobrecogimiento interior de un pueblo.

 

Quante volte l’ho guardato da lontano, l’autobus passa proprio nella sua strada, la sua casa risale al vuoto di una culla, alla sua tanto uguale al suo silenzio e risata. Ho sempre la sensazione che vive lo stupore intimo di un paese.

 

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Su generación que apellida pareciera encerrada en la hacienda y las fatigas del abuelo que jamás volvió a pisar una ciudad. La tercera generación rasgó la línea de los primogénitos, ninguno devolvió a la escritura su imagen, tampoco redimieron el libro de las filiaciones. A la cuarta generación le tocó navegar el incesto estacionado en un cantón.

 

La sua generazione che, chiamata, sembrava rinchiusa nella tenuta e le fatiche del nonno che non mise mai più piede in una città. La terza generazione strappò la linea della primogenie, nessuno restituì alla scrittura la sua immagine, nemmeno liberarono il libro delle sue origini. Alla quarta generazione toccò navigare l’incesto parcheggiato in un angolo.

 

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Nada puedo añadir a él, habita el enigma de su nombre. Mi lugar una generación del pase. Las madres iniciaron la jornada del atajo, la hechura del sueño se abrió como sexo pariendo. El Dios de mi padre se parece tanto a una mujer extraña.

 

Niente posso aggiungere su di lui, abita il mistero del suo nome. Il mio posto, una generazione di passaggio. Le madri iniziarono la giornata in cui poter far valere i loro diritti, il compimento del sogno si aprì, come un sesso partorendo. Il Dio di mio padre somiglia tanto ad una donna estranea.

 

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Buscan los descendientes su imagen entre los huéspedes de esta quimera. Sus amores vividos han fecundado el útero de la muerte. Sus hijos son la generación del desenlace. La infancia arrancó a otro distrito, otros golpes acaecieron a los herederos.  El padre concluyó su imperativo.

 

Cercano i discendenti la sua immagine tra gli ospiti di questa chimera. I suoi amori vissuti hanno fecondato l’utero della morte. I suoi figli sono la generazione della fine. L’infanzia scappò verso un’ altra direzione, altre disgrazie accaddero agli eredi. 

Il padre concluse il suo dispotismo.

 

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¿En cuál cementerio reposará el nombre del principio que engendró el génesis del símbolo?

 

In quale cimitero riposerà il nome del fondamento, che generò l’ origine del simbolo?

 

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Consumado el asentamiento del linaje el antepasado desistió, canceló una deuda que no era suya. Dejó de estar atrapado sobre el terreno de las conmemoraciones el designio del fulgor.  De uno en uno los mortales impulsan la embestida de sus atestiguamientos.  Nupcias a la vida. Palabra y muerte.

 

Consumato l’insediamento del lignaggio l’antenato rinunciò, saldò un debito che non era suo.

Smise di essere prigioniero sul terreno delle commemorazioni,meta dello splendore.  Di uno in uno i mortali spingono la carica delle sue testimonianze.  Nozze alla vita. Parola e morte.

 

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Los convivientes del otro orden se dan citas precipitadas al finito. Pactan nuevas sangres. Aliadas las filiaciones a los lugares de otros orígenes. La estancia está vacía.

 

I conviventi dell’altro ordine si danno appuntamenti precipitosi al limite. Pattuiscono nuove generazioni. Concordate le filiazioni in luoghi di altre origini. La stanza è vuota.

 

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En el libro del escudo yacen incrustados los iniciadores, y, entre ellos, está aquel que se pregunta ¿quién ere su amante acaso la muerte?

 

Nel libro del casato, giacciono incrostati i fondatori, e, tra essi, c’è quello che si domanda chi era il suo amante, per caso la morte?

 

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El suscrito soltó los restos coronó la muerte con amores. Prefijos de olvidos exhalan el drama de una alianza. En la palabra padre hay un espacio de resina y urna. -Él un caos perfecto-

 

Il sottoscritto sciolse i resti incoronò la morte con amori. Prefissi di dimenticanze esalano il dramma di un’alleanza. Nel parola padre c’è uno spazio di resina ed invaso. – Lui, un caos perfetto-

 

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Llevo su sangre como pacto con el infierno, llevo su ternura como Cristo besando los pies de Magdalena, llevo su nombre como salvaje recogiendo la luz en la roca grabada. Su ausencia la cubro con parábolas. Hecho incienso en sus pasos.

 

Porto il suo sangue come patto con l’inferno, porto la sua tenerezza come Cristo baciando i piedi di Maddalena, porto il suo nome come selvaggio, raccogliendo la luce nella roccia incisa. La sua assenza la copro con parabole. Spargo incenso sui suoi passi.

 

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Mi origen desemboca en la angustia divina: estoy sola. Habitación 110, 4 de agosto de 1997. 8:10 p.m.

 

La mia origine sfocia in una oppressione divina: soon sola. Stanza 110, 4 agosto del 1997

ore 8:10 post meridiane.

 

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Tallo en la luna el movimiento del caos. Someto la muerte a la belleza del nacimiento. El se acabó, no vi su muerte, no quise recibirla. Su angustia era como un hijo desterrado del vientre del deseo.

 

Intaglio nella luna il movimento del caos. Sottometto la morte alla bellezza della nascita. Egli finì, non vidi la sua morte, non volli riceverla. La sua angoscia era come un figlio esiliato dal ventre del desiderio.

 

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Cuánto quería calmarte quitarte de ese trecho, de tu sufrimiento sólo tu sabes, no estuve en tu pellejo, tu aliento desesperado luchaba sin tregua.

 

Quanto volevo calmarti, toglierti da quella distanza, della tua sofferenza, solo tu sai, non stavo nella tua pelle, il tuo alito disperato lottava senza tregua.

 

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Recibía tu miedo que era mi impotencia, te abrazaba para apaciguar eso que sentías, nos quedábamos quietos con las manos juntas. Cómo aparecía tu dolor de no separarte mi vehemente y tierno, incapaz de odio ni rencor, cómo hubiera querido que te fueras sin la lucidez del último paso para que no pidas no te dejen morir. Cógeme dijiste como si fueras un niño te quedaste en los brazos de Mercedes, tu cabeza cayó en su pecho.

 

Ricevevo la tua paura, che era la mia impotenza, ti abbracciavo per lenire quello che provavi.

Noi stavamo tranquilli con le mani giunte.

Come appariva il tuo dolore di non separarti mio veemente e tenero, incapace di odio e rancore, come avrei voluto che andassi via, senza la lucidità dell’ultimo passo, affinché tu non chieda, che non ti lascino morire. Prendimi, dicesti come se fossi un bambino, rimanesti nelle braccia di Mercedes, la tua testa cadde nel suo petto..

 

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Tuve desolación verte ese instante, sentí furia, y un ahogo que me quitaba el aliento de no poder hacer nada, de enfrentarme con tu cadáver, de ya no escucharte.  No sé si era soberbia o egoísmo, quizás si lo sé, tu certeza inconfundible, tu presencia de patriarca, el hombre que conocí con su orgullo y fragilidad.

 

Ebbi la desolazione di vederti quell’istante, sentii furia, ed un soffocamento che mi toglieva il conforto di non potere fare niente, di stare davanti al tuo cadavere, e ormai più  non sentirti.  Non so se era superbia o egoismo, forse si, lo so, la tua certezza inconfondibile, la tua presenza di patriarca, l’uomo che conobbi col suo orgoglio e fragilità.

 

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Un humano especial en el redil de mi historia.  Aquel que puso el espermatozoide en el óvulo de mi madre, exacto coito del engendramiento, yo tu hija atestiguo parte de esa alianza que construiste con ella. No tienes sustituto, fuiste solo tú. Por eso la frialdad eterna no te pertenece ni a mí.

 

Un umano speciale nel retaggio della mia storia. Quello che mise lo spermatozoo nell’ovulo di mia madre, preciso amplesso del concepimento, io tua figlia sono testimone e parte di quell’alleanza che hai costruito con lei. Non hai sostituti, eri solo tu. Per quel motivo la freddezza eterna non ti appartiene, e nemmeno a me.

 

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Me es inevitable pensar en tus gusanos que te están devorando. Imagino la putrefacción de tu cuerpo, su olor espantando la eternidad.  Menos mal que los buitres no llegan allí.

Ya no estás – ya no eres. Cayó tu acto. 

 

Mi è inevitabile pensare ai tuoi vermi che ti stanno divorando. Immagino la putrefazione del tuo corpo, il suo odore spaventando l’eternità.  Meno male che gli avvoltoi non arrivano lì.

Non sei qui oramai, non ci sei più oramai. Si chiude il tuo sipario.

 

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No hay próximo encuentro.  Tú sin mí yo sin ti. Aquí estoy escribiendo, ya no leerás mis  inéditos mi crítico y primer lector, te extraño. Amante padre me traicionaste, te fuiste con mi rival, siento el dolor del dolor, no tengo nada que juzgarte sangre de mí, echo tierra al vacío, escupo la nada, me lamento como nunca, lloro sin más.

 

Non c’è prossimo incontro. Tu senza me io senza te.Qui sto scrivendo, non leggerai oramai i miei inediti,  mio critico e primo lettore, ti rimpiango. Amante padre mi hai tradito, sei andato via col mio rivale, sento il dolore del dolore, non ho niente per cui giudicarti sangue mio, getto terra nel vuoto, sputo il niente, mi lamento come mai, piango a più non posso.

 

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Que problema ser mortal, cómo duele esto, este dolor como que no fuera a acabarse. Tengo partida el alma, tengo un boquete en la palabra que tienes un lugar.

 

Che problema essere mortali, come fa male questo, questo dolore che sembra non smettere mai.

Ho l’ anima persa, ho un vuoto nella parola, in cui avevi posto.

 

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El arco iris está fragmentado en el universo de mi memoria.

Ausencia de ti soledad del silencio ahí. Dios nombrarte no basta en este momento. Siento un movimiento caído en la mudanza del verbo. El dolor es una forma de no  morir.

 

L’ arcobaleno è spezzato nell’ universo della mia memoria.

Assenza di te, solitudine del silenzio qui. Dio, nominarti non basta in questo momento.

Sento un movimento caduto nel cambio del verbo. Il dolore è una forma per non morire.

 

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Salgo del panteón y de la oscuridad, me alejo de la lápida, siento una tristeza profunda.  Te llevo como secreto. Le doy giro a mí ser, me encuentro otra: me enfrento. Veo en mi rostro la huella de la pérdida. Me visto de luto. 

 

Esco dal tempio dell’ oscurità, mi allontano dalla lapide, provo una tristezza profonda.

Ti porto come un segreto. Faccio un giro su me stessa, mi sento un’ altra, mi confronto.

Vedo nel mio viso l’ impronta della perdita. Mi vesto di lutto.

 

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Por no sé qué tiempo busco su rastro. Ni su sombra -disgrego- alguna vez pensé en el suicidio, no soy capaz,  me alejo de la melancolía, sepulto la idea que se cruza, qué duro sin ti, impongo mi presencia.  Te guardo dentro.

 

Non so per quanto tempo cerco il suo profilo, nemmeno dalla sua ombra mi separo. Qualche volta ho pensato al suicidio, non sono capace, mi allontano dalla malinconia, seppellisco l’ idea che si fa strada, com’è difficile senza di te. Prevalgo, e ti porto dentro.

 

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Mi deseo dispone de la eternidad que no soporto, tonterías de la razón magia del cómico. Para no estar extraviada en tu imagen hago toques de poesía.  Danza dentro de mis dudas como hada infantil. Siempre me faltó algo quede ahí. Me quiero liberar de mí pero en el fondo no. “Me quedo conmigo”.

 

Il mio desiderio dispone dell’eternità che non sopporto, sciocchezze della ragione, magia del ridicolo. Per non essere distratta nella tua immagine, interpreto versi di poesia. Danza dentro i miei dubbi come fata infantile. Mi è sempre mancato qualcosa che rimanga qui. Voglio liberarmi di me, ma in fondo no. Rimango con me stessa.

 

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Muerte carencia del deseo, espectro del abismo, yo de otro, resto del ser. Yo: no soy otro. Estoy libre de tu muerte. No te debo nada padre sólo te amé.

 

Morte carenza del desiderio, spettro dell’abisso, io di un altro, rimanenza dell’essere. Io:  non sono un altro. Sono libera dalla tua morte. Non ti devo niente padre, ti ho soltanto amato.

 

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Alguna vez me contaste que cuando tu mujer nacía tu historia había empezado, otras lunas coqueteaban y sollozaban. No sabías qué pasaba estabas alucinado con tu deseo, pusiste sembríos en otra tierra, crecieron como girasoles desafiando al sol. 

 

Qualche volta mi raccontavi che quando tua moglie nasceva, la tua storia era già iniziata, altre lune civettavano e singhiozzavano. Non sapevi che cosa succedeva, eri allucinato dal tuo desiderio, mettesti semi in un’altra terra, crebbero come girasoli sfidando il sole.

 

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Te asustaste, huiste a otro sitio, ibas como siempre traje blanco nítido con tu cigarro infaltable, tu sombrero, el bastón fue después, estabas bello, no entendías el movimiento, la gente se encaminaba a un lugar.

 

Ti spaventasti, fuggisti in un altro posto, andavi come sempre con abito bianco, nitido, col tuo immancabile sigaro, il tuo cappello, il bastone venne dopo, eri bello, non capivi il movimento, la gente si incamminava verso un luogo.

 

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Quiso el pueblo detenerte, peleaste como ebrio con el fantasma, oíste el cadáver anunciado por las campanas de la iglesia, te acercaste siguiendo a los otros, te encontraste con la casa de tu amigo, el difunto pertenecía a su familia. 

 

Il paese volle fermarti, litigasti come ubriaco col fantasma, sentisti il cadavere annunciato dalle campane della chiesa, ti avvicinasti seguendo agli altri, ti trovasti nella casa del tuo amico, il defunto apparteneva alla sua famiglia.

 

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Se acompañaron hombro a hombro, medio dormido te quedaste, entre trago puro y la vida seguían llegando los conocidos. En el féretro estaba la matrona, mama tomasa la llamaban, era de riendas firmes, respetada y querida.

Un muerto no se va así no más.

 

Si accompagnarono spalla a spalla, mezzo addormentato rimanesti, tra un sorso puro e la vita, continuavano ad arrivare i conoscenti. Nel feretro stava la matrona, mamma tomasa la chiamavano, era di maniere forti, rispettata e amata.

Un morto non se ne va così, non più.

 

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Sacudiendo la borrachera del vacío pensaste un café para sacarte de encima la noche, buscaste pedírselo a quién, era un revuelto todo ese rato, por aquí por acá el cruce humano.

 – Ese día estaba hecho para ti –

 

Scuotendo la sbronza del vuoto, pensasti ad un caffè per superare quella notte, cercasti di chiederlo a chi, era sottosopra in quel momento, qui e là incroci di gente.

 – Quel giorno era fatto per te –

 

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Diste vuelta a tu pisada, te acercaste a la joven, le preguntaste quién eres, apenas los pezones le asomaban bajo la blusa, ni gota de maquillaje, el pelo recogido, vestido ceñido a la cintura, parecía una hermosa garza. Te  contestó, -soy la hija de Martínez-, casi refregándote los ojos, abriste la boca bien grande, ¿dónde te tenía escondida?

 

 

Ritornasti sui tuoi passi, ti avvicinasti alla giovane, le domandasti chi sei, i capezzoli le spuntavano appena sotto la blusa, nemmeno una goccia di trucco, i capelli raccolti, vestito stretto alla vita, sembrava un bell’ airone. Ti rispose, – sono la figlia di Martínez –

Quasi strofinandoti gli occhi, apristi la bocca ben grande, dove ti aveva nascosta?

 

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Te quedaste mudo, sacaste tu pucho y lo prendiste, de reojo y de frente siguiéndola, te trajo la taza caliente, la detienes, y como si la conocieras hace mucho tiempo, como si se tratara de un pacto hecho a escondidas, como si ella sabía  de lo que se trataba como  si nada, casi seguro y con dejo de asentamiento la desafías y la posees con tus palabras inquisitivas, parecías un As de póker perdido en la soledad del jugador. 

 

Rimanesti muto, tirasti fuori il resto del tuo sigaro, rigirandolo di fronte e di traverso, seguendola con lo sguardo, ti portò la tazza calda, la fermi, e, come se la conoscessi da molto tempo, come se si trattasse di un patto fatto di nascosto, come se lei già sapesse quello che stava succedendo, come se niente fosse, quasi sicuro e con accento di appropriamento la sfidi e la possiedi con le tue parole indagatrici, sembravi un Asse di poker perso nella solitudine del giocatore.

 

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No pensaste en el riesgo, te lanzaste al ruedo, no sabía qué hacer la muchacha, te siguió el juego, ninguno de los dos se retiró, se marcaron las miradas, se hirieron con el aguijón de los sueños cómplices. 

 

Non pensasti al rischio, ti lanciasti a precipizio, la ragazza non sapeva cosa fare, ti seguì nel gioco, nessuno dei due si ritirò, si fissarono gli sguardi,si ferirono con la freccia dei sogni complici.

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Él ya maduro corrido, ella apenas saliendo del parque de los juegos, no importó nada, la prendaste poco a poco, al tenerla tan cerca de ti sacas del bolsillo un escapulario, como si fuera una sentencia, muy serio sin pedir nada, sólo decidiendo sueltas la lengua…

 

Lui già maturo e navigato, lei appena uscita dal parco giochi, non faceva nulla.

L’ hai sedotta poco a poco, tenendola così vicina a te, togli dalla tasca un distintivo, come se fosse una sentenza, molto serio e senza chiedere nulla, solo decidendo sciogli la lingua.

 

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Un día antes de ya no verte con la luz en tus ojos volviste a ese momento, como estrofa de pasillo susurraste tu declaración de hombre enamorado con dejo de amor como si tuvieses “el alma en los labios”. 

 

Un giorno, prima che sparisse quella luce dai tuoi occhi, ritornasti a quel momento, come strofa di corridoio sussurrasti la tua dichiarazione di uomo innamorato con accento di amore come se avessi “l’anima sulle labbra.”

 

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“Un detente del corazón de Jesús hizo el milagro al colocarlo alrededor de su cuello, le dije que lo usara junto a su corazón, que era el lugar donde quería estar ubicado desde ese momento para siempre”

 

-Un seguace del Cuore di Gesù, fece il miracolo di metterlo attorno al suo collo, le dissi che l’usasse insieme al suo cuore, che era il posto dove volevo stare, da quel momento e per sempre”

 

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Te escuché atentamente detenidamente, letra a letra, te besé,  te dije al oído, tú sí que la amas, sonrió dulcemente, como retornando como que no había pasado el tiempo como que estaba con ella ahí, como que no existía nadie más, como dos palomas en el tejado de una casa, como ellos únicamente.

 

Ti ascoltai distintamente, attentamente, lettera dopo lettera, ti baciai, ti dissi all’orecchio, tu si che l’ami, sorrise dolcemente, come ritornando indietro con la memoria come se nno fosse passato il tempo, come fosse lì con lei, come se non esistesse più nessuno, come due colombe nel tetto di una casa, come loro, unicamente.

 

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3

 

Tus pequeños se vistieron de flores y conejos brincones hicieron con sus manitas figuritas a contraluz prestaron  colores  al arco iris para teñir ausencia, con un carboncillo te dibujaron todito, te envolvieron en algodón, tu cabeza la cubrieron con espuma de mar, tus pies los protegieron con rondas de calor para que no tengas frío.

 

I tuoi piccoli si vestirono di fiori e da conigli salterini, fecero con le loro manine, figure in controluce, prestarono colori all’arcobaleno per disegnare l’ assenza, con un carboncino ti disegnarono tutto, ti avvolsero in cotone, la tua testa la coprirono con schiuma di mare, i tuoi piedi li protessero con un cerchi di calore, affinché tu non abbia freddo.

 

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Inquietos y curiosos desconfiaban del tiempo, vieron que una manecilla del reloj se había detenido cerca de la noche, decidieron buscarte con sus muñecos más queridos, bosquejaron un camino, lo iluminaron con palitos de fósforos para que no te pierdas, sembraron semillas mágicas a los bordes, en un cerrar de ojos habían crecido árboles increíbles donde los pajaritos saltaban cantaban anidaban y ensayaban revuelos como a ti te encanta verlos, lo que ellos querían no estés tristes ni solito ni encerrado en el silencio.

 

Inquieti e curiosi diffidavano del tempo, videro che una lancetta dell’orologio si era fermata vicino alla notte, decisero di cercarti con i loro bambolotti più cari, abbozzarono una strada, l’illuminarono con i fiammiferi perchè tu non ti perda, seminarono semi magici ai bordi, in un battito di ciglia, erano cresciuti alberi incredibili dove gli uccellini saltavano, cantavano, si annidavano e provavano svolazzi come a te piace vederli, quello che essi volevano è che tu non sia triste, né solo, né rinchiuso nel silenzio.

 

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A uno se le ocurrió poner la pipa en la sonrisa de la señora luna por si acaso  quieras fumar un poquito no más, hasta que decidas volver, te abrieron todos los túneles, quitaron todas las trampas, se pusieron de acuerdo con los relámpagos, hicieron callar los truenos, dejaron la lluvia encerrada en la nube.

 

Ad uno capitò di mettere la pipa nel sorriso della signora luna, caso mai vuoi fumare  un pochino,non di più, fino a che decida di ritornare, ti aprirono tutte le gallerie, tolsero tutte le trappole, si misero d’ accordo con i fulmini, fecero tacere i tuoni, lasciarono la pioggia rinchiusa nella nuvola.

 

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Todos se sentaron en círculo,  escribieron con sus dedos sobre la tierra un canto que empezaba  más o menos así, con la á a la b a la c a la d hasta llegar a la p.

Había una vez  un pájaro carpintero que picaba en la madera  y sonaba así. Pepe Pepito Pepón ¿dónde estás? se fue una pe. Pepepé no puedo pronunciar. Pepepé asómate ya y si no puedes quiero estés en mis sueños siempre conmigo. Pepepé te quiero con p. 

 

Tutti sedettero in circolo, scrissero con le dita sulla terra un canto che incominciava più o meno così: con la á alla b alla c alla d fino ad arrivare alla p.  C’era una volta un uccello falegname che picchiava nel legno e suonava così. Pepe Pepito Pepón dove sei? andò via una pi. Pepepé non posso pronunciare. Pepepé affacciati ora e se non puoi voglio che stai sempre nei miei sogni. Pepepé ti voglio con p.

 

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Pepepé ¿dónde estás? Pepepé a la una a las dos ya no estás? Pepepé. Pepe tu nombre el más lindo. Pepe Pepito Pepón el juguetón. Pepepé, ahí no más, toca mi turno mi nombre ya, empiezo con p empiezo sin p, pepe no soy pero pepe también ¿quién soy?

 

Pepepé dove sei? Pepepé all’una alle due ancora non ci sei? Pepepé. Pepe il tuo nome il più carino. Pepe Pepito Pepón il giocherellone. Pepepé, non è più qui, è il turno del mio nome ora,incomincio con p incomincio senza p, pepe non sono, ma anche pepe, chi sono?

 

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En vista que nunca llegaste, ellos entendieron algo ocurrió ya que tu eras  recontra puntual, se pusieron un poco triste más que triste tristísimos. Todos cerraron sus ojos, unieron sus deditos y de una sola hicieron un florón con sus pensamientos todos anudados abrazaron tu corazón en un solo latido.

 

Col fatto che non arrivasti mai, essi capirono che qualcosa era successo, poiché tu eri sempre puntuale agli incontri, diventarono un po’ tristi, più che tristi, tristissimi. Tutti chiusero gli occhi, unirono le loro ditina e in un momento fecero un grande fiore con i loro pensieri tutti annodati, e abbracciarono il tuo cuore in un unico battito.

 

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Una gotita de lluvia cayó sobre la semilla que uno de tus pequeños había guardado, no tienes idea como creció de un salto, era una rosa roja ¿sabes cual? la del cuento, se había salido de la página porque está aburrida que nadie la visita ni hablan de ella, la tenían completamente olvidada, solo su protector la riega, y ya los dos  de verse la cara  y lo mismo siempre los tiene ni para qué contar.

 

Una goccia di pioggia cadde sul seme che uno di tuoi piccoli aveva conservato, non hai idea come crebbe in un momento, era una rosa rossa, sai quale? quella del racconto, era uscita dalla pagina perché era annoiata, perchè nessuno le fa visita né parla di lei, l’avevano completamente dimenticata, suolo il suo giardiniere la annaffia, e ora i due a forza di guardarsi in faccia, non avevavo più niente da dirsi.

 

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Los chiquitos oyeron  la historia e inmediatamente fueron a buscar al principito para darle a saber la melancolía de la flor, sabes el confesó también estar así dijo no tenía amigos, ni bien dicho esto no fue más. Entre todos armaron un jardín con toda la alegría con todas las adivinanzas con toda la gracia de la inocencia  formaron un riachuelo para que el agua del río de la ciudad llegue  suavecito  a las raíces de sus sueños.

 

I bambini ascoltarono la storia ed immediatamente andarono a cercare il principino per fargli sapere della malinconia del fiore, sai anche lui confessò di essere solo, perchè non aveva amici, detto fat, con tutti gli indovinelli, con tutta la grazia dell’innocenza formarono un ruscello affinché l’acqua del fiume della città arrivi dolcemente alle radici dei suoi sogni.

 

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De tanto trajín quedaron cansados ahora principitos todos se durmieron de  un solo golpe pidiendo no sin antes estés bien donde quiera te encuentres. Ángel de la guarda dulce  compañía no lo dejes solo ni de noche ni de día…

 

Di tanto viavai, giacquero stanchi e, ora tutti i principini  si addormentarono di un solo istante, ma non prima di chiederti se stavi bene e dove ti trovavi. Angelo custode, dolce compagnia, non lasciarli soli né di notte né di giorno

 

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Pasaron las lunas y los soles, no se hablaba de ti, tu espacio estaba ahí, tu almohada  tu cigarro tu pijama  tu fosforera  tu anillo, todas tus cosas menos tu. Nosotros sin ti. Sospechamos que algo había pasado, algo que duele  más que una sacada de muela, más que un rojo en la libreta, más que un coraje de papá y mamá, más que el mismo miedo al cuco.  

 

Trascorsero lune e soli, non si parlava di te, il tuo posto era lì, 
col tuo cuscino, il tuo sigaro, il tuo pigiama, il tuo accendino e il tuo anello, 
tutte le tue cose, mancavi tu.Noi senza te. Sospettammo che fosse successo qualcosa, 
qualcosa che fa più male che togliere un dente, più che un brutto voto sul registro, 
più che un' arrabbiatura di mamma e papà, più che la paura dello stesso uomo nero.
 

                          —————————————————-

 

Uno de los nuestros el mayor del clan soltó sin ton ni son que el abuelito  jamás iba a volver  a estar en casa porque la muerte  se lo llevó, nos apretujamos juntitos, no la conocíamos. Nos la imaginamos  como una bruja como una noche sin estrellas como una tierra sin habitantes como un monstruo quitándonos la imaginación. 

 

Uno dei nostri, il maggiore della compagnia, disse in tono incolore che il nonno non sarebbe mai tornato a casa, perché la morte lo portò con se, ci stringiamo vicini vicini, non la conoscevamo la morte. Ce l’immaginiamo come una strega, come una notte senza stelle, come una terra senza abitanti, come un mostro che ci toglie l’immaginazione.

 

                               —————————————–

 

Era más que pena era dolor inmenso esto de estar sin ti de no poder olvidarte de no poder besarte de no poder abrazarte de no poder jugar contigo de no poder tenerte cerca. 

Sabes abuelito, creemos saber lo que te pasó, tenemos nuestra sospecha, y te la queremos  realmente contar, espero la lea alguna vez.

 

Era più che pena, era dolore immenso questo  stare senza te, di non potere dimenticarti,di non potere baciarti, di non potedi sapere quello che ti è successo, abbiamo il nostro sospetto, e te lo vogliamo davvero raccontare, spero tu lo legga qualche volta.

 

                          ———————————————–

 

Un día cogiste calladito y despacito la puerta de la calle saliste sin que nadie te viera ¿por qué? porque estabas muy cansado de esperar tu turno de ser ángel, no nos querías cerca porque no íbamos a entender tu nuevo estado y nos íbamos a preocupar, por eso te fuiste a esconder donde nunca pudiéramos llegar.

 

Un giorno, in silenzio e lentamente imboccasti la porta che dà sulla strada, uscisti senza che nessuno ti vedesse, perché? Perché eri molto stanco di aspettare il tuo turno per diventare angelo, non ci volevi vicino perché non potevamo comprendere il tuo nuovo stato, e ci saremmo preoccupati. Per questo motivo, sei andato a nasconderti, dove noi, non potessimo raggiungerti mai.

 

                          ————————————————–

 

Tengo entendido que allí están todos los que parten de este mundo, es un secreto ese lugar ¿tendrás alas ya?

 

Ho capito che lì, ci sono tutti quelli che lasciano questo mondo, è un segreto questo posto.

Avrai già le ali?

 

                          ————————————————–

 

4

 

El hombre atrás,  la cortina se recoge, el niño anuda el drama, se amontona en el retablo el argumento, los aliados hacen coro, agitan sus fantasías, el eslabón no se detiene, el deslizamiento agarra los repartos, todos cómplices, fragmentos del papel por todo lado.

 

L’uomo dietro la tenda si ritira, il bimbo intuisce il dramma, ci si riunisce davanti all’altare per l’ evento, tutti uniti fanno coro, agitano le sue fantasie, l’elemento non si trattiene, il movimento afferra i partecipanti, tutti complici, pezzetti del copione in ogni dove.

 

                         ————————————————

 

La ficción a la par del personaje, sacan desnudo a Narciso, mofan del fantasma, persiguen el grito, le hacen morisquetas al espejo, a cada rato cambian el acto, el tótem juega con ellos,  al crimen le hacen cosquillas, a la serpiente le hacen bromas, juegan a caballo con el instinto, sacan al sueño de la cámara, le lavan la cara a las imágenes, al brujo le hacen agachar la cabeza, y que beba su poción.

 

La finzione allo stesso modo del personaggio, lascia nudo Narciso, si beffano del fantasma, perseguono il grido, gli fanno smorfie allo specchio, ad ogni momento cambiano il copione, l’ effige gioca con loro, all’ ingiustizia fanno il solletico, al serpente  fanno scherzi, giocano al cavallo con l’istinto, strappano il sogno dalla macchina fotografica, lavano il viso alle immagini, allo stregone  fanno chinare la testa, e che beva la sua pozione.

 

                              ——————————————–

 

Se cansaron de jugar con Dios a la escondida, nunca hay como agarrarlo, todos juntos le dicen tramposo déjate ver ahora o nunca, empezamos a contar hasta diez si no apareces …

Los niños recrean sus escondidas, ordenan al fantasma cada encuentro corren tras el perseguidor no se dejan coger, entre ellos se reparten la consigna, la ronda de la inocencia una y otra vez, las lunas cambian las sombras crecen, otras manos se agarran y todo empieza otra vez.

 

Si sono stancati di giocare a nascondino con Dio, non c’è mai modo di prenderlo, Tutti insieme gli dicono: Imbroglione, fatti vedere, ora o mai più, cominciamo a contare fino a dieci e se non vieni fuori……..

I bambini immaginano i suoi nascondigli, ordinano al fantasma di farsi trovare, corrono appresso al persecutore, non si lasciano prendere, tra essi si dividono gli ordini, il cerchio dell’innocenza una e una volta ancora, le lune cambiano le ombre crescono, altre mani si afferrano e tutto incomincia un’altra volta.

 

                            ————————————————–

 

Los bufones entran, escenas de amores y mitos, los ropajes del episodio marcan, hacen del miedo la pirueta de lo extraño, la actuación es aclamada.

 

I buffoni entrano, scene di amori e miti, le vesti dell’episodio risaltano, fanno della paura la pantomina dell’ insolito, la recita è acclamata.

 

                    ———————————————————–

 

Acogen la repetición. Correteaderas por todas partes, embrujan a la muerte, le hacen castillo de colores al rito pagano, le sacan la lengua a la cruz, sus pasiones la ponen en garabatos, el episodio de la arcilla bajo el soplo de los niños.  El adiestrador se esconde tras el padre, al niño jesús lo pusieron en andador, expulsaron al ángel del espanto, al diablo lo bañaron porque tenía mucho calor, al cielo y la tierra lo vistieron de plastilina.

 

Accolgono il bis. Scalmanati dappertutto, stregano la morte, fanno un castello di colori al rito pagano, tirano fuori la lingua alla croce, le loro passioni le manifestano in scarabocchi, l’episodio dell’argilla sotto il soffio dei bambini. Il capocomico si nasconde dietro il padre, il bambino Gesù divenne un viandante, espulsero l’angelo cattivo, il diavolo lo bagnarono perché aveva molto caldo, il cielo e la terra rivestirono di plastilina.

 

                       —————————————————–

 

Los pequeños saben lo que hacen no necesitaron ir a El, ellos mismos hicieron el génesis de sus días y del primero también, no necesitaron de siete largos días para hacer a los animales, las plantas, las cosas, porque bastaba una palabra…

Los mandamientos no existen en el mundo de ellos.  En el nombre del Deseo: el mundo los humanos y la muerte.

             

I piccoli sanno quello che fanno non dovettero ricorrere a Dio, loro stessi fecero la genesi dei suoi giorni e anche del primo, non avevano bisogno di sette lunghi giorni per fare gli animali, le piante, le cose, perché bastava una parola.  Gli ordini non esistono nel loro mondo. E nel nome del Desiderio:  il mondo, gli umani e la morte. 

  

                         —————————————————

 

La batalla del júbilo los rodea.

Recrean la hazaña, hacen del absurdo una comedia, juegan a la rayuela cuando tienen dudas enfrentan la angustia en el teatrín del lenguaje, a imagen y semejanza la diferencia y el espejo, hacen el cuento de los cuentos. 

 

La battaglia della gioia li circonda.

Ricreano l’impresa, fanno dell’assurdo una commedia, giocano alla piastrella, quando hanno dubbi affrontano l’angoscia nella scenografia del linguaggio, ad immagine e somiglianza la differenza e lo specchio, fanno il racconto dei racconti.

 

                         —————————————————

 

Sus palabras juegan a que juegan.

Los niños dormidos entre los juguetes, un juego yace en la boca, la culpa vestida de payaso hace de la luna una pandereta, mientras las estrellas ensayan,  el sol con sus rayos de violoncelo entona  pestañas del mar, la marejada rebota ante los castillos de arena.

 

Le loro parole giocano a quello che giocano.

I bambini addormentati tra i giocattoli, un gioco giace nella bocca, la colpa vestita da pagliaccio fa della luna un tamburello a sonagli, mentre le stelle recitano, il sole coi suoi raggi di violoncello rinforza i confini del mare, la mareggiata rimbalza davanti ai castelli di sabbia.

 

               ——————————————————————-

 

El miedo se hizo añicos con la risa, la imagen del mundo la hunden  en el acoso de la hormiga, todos juntos van donde las ranas que huyen de las hojas del tiempo. Un trinar los lleva a la

estación  de la ternura y la fábula.

 

La paura si fece a pezzi con la risata,l’immagine del mondo l’affondano nell’inseguimento della formica, tutti insieme vanno, dove le rane fuggono dalle foglie del tempo. Un trillare li porta alla stazione della tenerezza e della favola.

 

               ——————————————————–

 

Un olor a nacimiento deja escapar la inocencia, mientras los niños corren juntos con el sepulturero de estas tierras.

 

Un odore di nascita lascia scappare l’innocenza, mentre i bambini corrono insieme col

becchino di queste terre.

 

                              ——————————————

 

Mi padre y dios  un rasgo cercano al monologo. Mi grito una incógnita del incesto.  Configuro mi nombre en la identidad con la muerte.  Divago en la primicia del ilusionista. Mi exclamación un resto de la infancia.  -los instantes son mi posteridad- 

Entregada a la confesión del cuerpo.

 

Mio padre e Dio, una identità vicina al monologo. Il mio grido un’incognita dell’incesto.  Delineo il mio nome nell’identità con la morte.  Mi distraggo nella novità dell’illusionista. La mia esclamazione, un resto dell’infanzia.  -gli istanti sono la mia posterità – Dedita alla confessione del corpo.

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MAS POEMAS DEL LIBRO AGUAJE DE CARMEN VÁSCONES AL ITALIANO POR LISA COCCO marzo 21, 2010

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 POEMAS TRADUCIDOS AL ITALIANO POR LISA COCCO
 
7

Inquieta lunarada

arráncame este

balbuceo monodio

que no me deja

anunciar

que no me deja

estar

donde soy

quiero sucederme

impróntame

dentro de ti

al inmediato

de nosotros

posees con descaro

el desvanecimiento

sensual de la nada

Tú la innúmera

anticipas orígenes

dispersas el horror

instas hartazgo naciente

Exédete recontramada.
========================================================================================

Profonda lacerazione che,

mi turbi l’ anima, toccandola

nel profondo

strappami questo

balbettio monocorde

che non mi lascia

annunciare

che non mi lascia

stare

dove sono

voglio realizzarmi

prendimi

dentro te

nel nostro immediato

possiedi con sfacciataggine

la sparizione

sensuale del niente

Tu, l’infinito

anticipi origini

spargi l’orrore

solleciti un fastidio nascente

Supera le contraddizioni

———————————————-
8

Aprendí de ti

¡ah!  el vacío

dueña de la soledad

anillas mi no desierto de fe

Tu vientre

asidero de zelotas

otro reino conspira

Vivificante espíritu

Para que no muera

para que no mueras

Salve tu.

========================================================================================

Imparai di te

ah!  il vuoto

padrona della solitudine

raccogli un deserto di fede

che non mi appartiene

Il tuo ventre

pretesto alla ribellione

un altro regno cospira

Vivificante spirito

Affinché non muoia io

affinché non muoia tu

Invincibile

————————————————

9

Mantra rózame

ensáñate conmigo

desolladora del tótem

sedúceme con tu cola cascabel

imprópiame con tu rictus

escapa hacia mí

incoherencia de la mía

bella sepulcral

tu lengua soplo divino

que me apresa y manda

no te rehuyo

me dejo engullir

tu asedio me papila

tu bocanada distingo

Fabulada gutural

avatar de mi unición

existías ya

tierna malicia del juego

me arrastras

atizas en mí

desentrañas

indiscreción del silencio

cuerpo a cuerpo

Solo para nosotros

el caos del movimiento

desafiando a Dios

en la creación

y en amarte

como a ti mismo.

========================================================================================

Mantra sfiorami

cibati di me

calunniatrice del simbolo

seducimi con la tua coda a sonagli

estromettimi con il tuo ghigno

malefico

scappa verso me

incoerenza del mio

maestoso silenzio

la tua lingua soffio divino

che mi cattura e comanda

non ti sfuggo

mi lascio inghiottire

il tuo assedio mi cattura

il tuo alito distinguo

narrazione gutturale

trasformazione della mia devozione

esistevi già

tenera malizia del gioco

mi trascini

divampi in me

svisceri

indiscrezione del silenzio

corpo a corpo

Solo per noi

il caos del movimento

miscredendo in Dio

nella creazione

e ad amarti

come a te stesso.

——————————————————–
 
10

Parecíamos príncipes de circo

acrobando la gracia del abismo

citándonos en los farallones de la carpa

cambiándonos trajes y maromas

mi disfraz de gitana

tirando huesos y piedras quebradizas

– la suerte ahora tú –

domador de risas y sustos

zarpazo del trapecio enjaulas mi cristal

por deseo sigues las líneas de mis manos

de mi boca hasta la eternidad te di

mi astro para que me rija el tuyo

mi zarcillo por haber llegado a mi pendiente te di

mi nuca hasta la ebriedad

por erizarme por espinarme por

azararte en mí hasta el delirio

te di baños con mi monte

solo por estar para ti

te di mis pezones para estallar como potra endrina

Y tu te me dabas como estampida

olíate mi caballo sudado

posta de sol tu orgullo relincho cabalgado

cual semental hechizado por su raza

metíate mis dedos en tus crines

tus pezuñas hacían polvareda del galope

tu especie desesperaba por salir dentro de ti

sentí tu exitación de celo viril en mi guarida

amando a la amadora que también

te amaba amador.

========================================================================================

Sembravamo principi del circo

destreggiandoci nell’ eleganza dell’abisso

chiamandoci nei vuoti del tendone

scambiandoci abiti e corde

il mio travestimento di gitana

tirando ossa e pietre fragili

– la fortuna ora tu –

domatore di risate e spaventi,

con un colpo del trapezio imprigioni

il riverbero del mio corpo

per desiderio segui le linee delle mie mani

della mia bocca fino all’eternità

il mio astro ti diedi

affinché mi diriga il tuo.

Il mio anello, per essere arrivato

alla mia altezza ti diedi,

la mia nuca fino all’ebbrezza,

per intricarmi per pungermi per

scuoterti in me fino al delirio,

ti ho dato il mio sesso, solo per

essere tua

ti ho dato i miei capezzoli per godere

come puledra scura

E tu ti davi a me con impeto

annusati mio cavallo sudato

tramonta il tuo orgoglio, nitrito addomesticato

quale riproduttore ammirato per la sua razza

mettevo le mie dita nei tuoi crini

i tuoi zoccoli facevano polvere al galoppo

la tua razza disperava per uscire dentro te

sentii la tua eccitazione e il tuo zelo virile

nella mia tana,

amando l’amante che,

ti amava, amante.
————————————————————

11

Estrecho del Nigromante

confisqué tu carne

estrujada en idilios

investida en tocadores

Confiesas:

Mi cuerpo es mi alma

asido a ella conspiras ánimo

del clan bifronte solitario

excluido

junto al choque alucinante

de la querella ingenua de Antípoda

próxima extraña

convicta del hastío y de la expectativa

destituye todo

consume la indolencia del acertijo

sin premura

acaba contigo la duda de acercártele

(bien amado seas por ella)

Cenizas de eros el acento desconocido.

========================================================================================

Intimità dello stregone

confiscai la tua carne

spremuta in idilli

immedesimata in specchi

Confessi:

Il mio corpo è la mia anima

afferrato a lei cospiri coraggio

dalla fazione bipolare,

solitario, escluso

vicino allo scontro allucinante

della polemica ingenua dell’ opposto

prossima estranea

colpevole del disgusto e dell’aspettativa

depone tutto

consuma l’indolenza del mistero

senza fretta

finisce con te il dubbio di avvicinarla

bene amato sii per lei,

Residui di eros, una componente sconosciuta.

Cuento sin dejar de contar – Racconto senza smettere di raccontare, de carmen váscones al italiano por lisa cocco marzo 21, 2010

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 El océano se detuvo ante las luces, zarpé hacia ellas, mi padre fue la proa del abismo, crucé el dintel de resacas, el puerto olía a mis cinco años, mis miedos eran enemigos breves, entraban y salían.

 

L’oceano si trattenne davanti alle luci, salpai verso esse, mio padre fu la prua dell’abisso, attraversai l’architrave delle risacche, il porto profumava dei miei cinque anni, le mie paure erano nemici brevi, entravano ed uscivano.

                             ————————————–

 

Indago la fisura de la madera, la fatiga quedó en el trecho,  retomo los restos, anduve por el desandar de la quimera, nada se rescata, retorno como brisa tras la ausencia.  ¿Dónde está? ¿Qué extraño?

 

Indago la fessura del legno, la fatica rimase nel tratto, riprendo i resti, camminai per il retrocedere della chimera, niente si riscatta, ritorno come brezza dopo l’assenza.  Dove è? Cosa mi manca?

 

                              ———————————–

 

El regreso postergado en tantas muertes.

 

Il ritorno posticipato in tante morti

 

                               —————————————

 

Tropiezo conmigo a cada instante, la tiniebla tiene aroma de rebeldía, una zanja atrapó el acto, empuñó la imagen, raptó el anhelo, hizo de la furia su cábala y del movimiento un frente. 

 

Inciampo in me stessa ad ogni istante, la tenebra ha sapore di disubbidienza, una fenditura colse l’atto, impugnò l’immagine, rapì l’anelito, fece della furia il suo vangelo e del movimento una facciata.

 

                             ——————————————

 

Cruje el vacío.

 

Crepita il vuoto

 

                           ———————————————–

 

Y no escupen la Biblia, siguen matando al enemigo, no hay mejilla que ofrecer. La estatua de sal sirve para juegos cerca del mar. La lengua navega sobre el sepulcro, ilumina la creciente, sale entre los litigios, la travesía está entre los acantilados y los sortilegios del alba.

 

E non rinnegano la Bibbia, continuano ad ammazzare il nemico, non c’è guancia da offrire. La statua di sale serve per i giochi vicino al mare. La lingua naviga sul sepolcro, illumina l’ ascendente, esce tra le liti, il transito è tra le scogliere ed i sortilegi dell’alba.

 

                            ————————————

 

La espera enterró su mito, la grieta dejó de soñar la unción, el frenesí liberó la promesa. ¿Quién se sumerge en la palabra?

 

L’attesa seppellì il suo mito, la crepa smise di sognare l’unzione, la frenesia liberò la promessa. Chi si immerge nella parola?

 

                             ———————————–

 

Mi padre parece el sueño de un roble erguido sobre el bastión de su leyenda. Tantas veces he visto su barbilla hundida en la ventana tan igual a los años en su bastón.

 

Mio padre sembra il sogno di un rovere eretto sul pilastro della sua leggenda. Tante volte ho visto il suo mento infossato nella finestra tanto uguale agli anni del suo bastone.

 

                           ——————————————

 

Cuantas veces lo he mirado desde lejos, el autobús pasa justo en su calle, su casa remonta lagunas de una cuna tan igual a su silencio y risa. Siempre tengo la sensación que vive el sobrecogimiento interior de un pueblo.

 

Quante volte l’ho guardato da lontano, l’autobus passa proprio nella sua strada, la sua casa risale al vuoto di una culla, alla sua tanto uguale al suo silenzio e risata. Ho sempre la sensazione che vive lo stupore intimo di un paese.

 

                            ——————————————–

 

Su generación que apellida pareciera encerrada en la hacienda y las fatigas del abuelo que jamás volvió a pisar una ciudad. La tercera generación rasgó la línea de los primogénitos, ninguno devolvió a la escritura su imagen, tampoco redimieron el libro de las filiaciones. A la cuarta generación le tocó navegar el incesto estacionado en un cantón.

 

La sua generazione che, chiamata, sembrava rinchiusa nella tenuta e le fatiche del nonno che non mise mai più piede in una città. La terza generazione strappò la linea della primogenie, nessuno restituì alla scrittura la sua immagine, nemmeno liberarono il libro delle sue origini. Alla quarta generazione toccò navigare l’incesto parcheggiato in un angolo.

 

                              ——————————————

 

Nada puedo añadir a él, habita el enigma de su nombre. Mi lugar una generación del pase. Las madres iniciaron la jornada del atajo, la hechura del sueño se abrió como sexo pariendo. El Dios de mi padre se parece tanto a una mujer extraña.

 

Niente posso aggiungere su di lui, abita il mistero del suo nome. Il mio posto, una generazione di passaggio. Le madri iniziarono la giornata in cui poter far valere i loro diritti, il compimento del sogno si aprì, come un sesso partorendo. Il Dio di mio padre somiglia tanto ad una donna estranea.

 

                            ———————————————–

 

Buscan los descendientes su imagen entre los huéspedes de esta quimera. Sus amores vividos han fecundado el útero de la muerte. Sus hijos son la generación del desenlace. La infancia arrancó a otro distrito, otros golpes acaecieron a los herederos.  El padre concluyó su imperativo.

 

Cercano i discendenti la sua immagine tra gli ospiti di questa chimera. I suoi amori vissuti hanno fecondato l’utero della morte. I suoi figli sono la generazione della fine. L’infanzia scappò verso un’ altra direzione, altre disgrazie accaddero agli eredi. 

Il padre concluse il suo dispotismo.

 

                          —————————————————

 

¿En cuál cementerio reposará el nombre del principio que engendró el génesis del símbolo?

 

In quale cimitero riposerà il nome del fondamento, che generò l’ origine del simbolo?

 

                       ————————————————–

 

Consumado el asentamiento del linaje el antepasado desistió, canceló una deuda que no era suya. Dejó de estar atrapado sobre el terreno de las conmemoraciones el designio del fulgor.  De uno en uno los mortales impulsan la embestida de sus atestiguamientos.  Nupcias a la vida. Palabra y muerte.

 

Consumato l’insediamento del lignaggio l’antenato rinunciò, saldò un debito che non era suo.

Smise di essere prigioniero sul terreno delle commemorazioni,meta dello splendore.  Di uno in uno i mortali spingono la carica delle sue testimonianze.  Nozze alla vita. Parola e morte.

 

                          ———————————————

 

Los convivientes del otro orden se dan citas precipitadas al finito. Pactan nuevas sangres. Aliadas las filiaciones a los lugares de otros orígenes. La estancia está vacía.

 

I conviventi dell’altro ordine si danno appuntamenti precipitosi al limite. Pattuiscono nuove generazioni. Concordate le filiazioni in luoghi di altre origini. La stanza è vuota.

 

                      ————————————————–

 

En el libro del escudo yacen incrustados los iniciadores, y, entre ellos, está aquel que se pregunta ¿quién ere su amante acaso la muerte?

 

Nel libro del casato, giacciono incrostati i fondatori, e, tra essi, c’è quello che si domanda chi era il suo amante, per caso la morte?

 

                           —————————————————–

 

El suscrito soltó los restos coronó la muerte con amores. Prefijos de olvidos exhalan el drama de una alianza. En la palabra padre hay un espacio de resina y urna. -Él un caos perfecto-

 

Il sottoscritto sciolse i resti incoronò la morte con amori. Prefissi di dimenticanze esalano il dramma di un’alleanza. Nel parola padre c’è uno spazio di resina ed invaso. – Lui, un caos perfetto-

 

                      ——————————————————

 

Llevo su sangre como pacto con el infierno, llevo su ternura como Cristo besando los pies de Magdalena, llevo su nombre como salvaje recogiendo la luz en la roca grabada. Su ausencia la cubro con parábolas. Hecho incienso en sus pasos.

 

Porto il suo sangue come patto con l’inferno, porto la sua tenerezza come Cristo baciando i piedi di Maddalena, porto il suo nome come selvaggio, raccogliendo la luce nella roccia incisa. La sua assenza la copro con parabole. Spargo incenso sui suoi passi.

 

                            ————————————–

Mi origen desemboca en la angustia divina: estoy sola. Habitación 110, 4 de agosto de 1997. 8:10 p.m.

 

La mia origine sfocia in una oppressione divina: soon sola. Stanza 110, 4 agosto del 1997

ore 8:10 post meridiane.

 

                            ————————————————–

 

Tallo en la luna el movimiento del caos. Someto la muerte a la belleza del nacimiento. El se acabó, no vi su muerte, no quise recibirla. Su angustia era como un hijo desterrado del vientre del deseo.

 

Intaglio nella luna il movimento del caos. Sottometto la morte alla bellezza della nascita. Egli finì, non vidi la sua morte, non volli riceverla. La sua angoscia era come un figlio esiliato dal ventre del desiderio.

 

                           ———————————————

 

Cuánto quería calmarte quitarte de ese trecho, de tu sufrimiento sólo tu sabes, no estuve en tu pellejo, tu aliento desesperado luchaba sin tregua.

 

Quanto volevo calmarti, toglierti da quella distanza, della tua sofferenza, solo tu sai, non stavo nella tua pelle, il tuo alito disperato lottava senza tregua.

 

                             —————————————-

 

Recibía tu miedo que era mi impotencia, te abrazaba para apaciguar eso que sentías, nos quedábamos quietos con las manos juntas. Cómo aparecía tu dolor de no separarte mi vehemente y tierno, incapaz de odio ni rencor, cómo hubiera querido que te fueras sin la lucidez del último paso para que no pidas no te dejen morir. Cógeme dijiste como si fueras un niño te quedaste en los brazos de Mercedes, tu cabeza cayó en su pecho.

 

Ricevevo la tua paura, che era la mia impotenza, ti abbracciavo per lenire quello che provavi.

Noi stavamo tranquilli con le mani giunte.

Come appariva il tuo dolore di non separarti mio veemente e tenero, incapace di odio e rancore, come avrei voluto che andassi via, senza la lucidità dell’ultimo passo, affinché tu non chieda, che non ti lascino morire. Prendimi, dicesti come se fossi un bambino, rimanesti nelle braccia di Mercedes, la tua testa cadde nel suo petto..

 

                               —————————————

 

Tuve desolación verte ese instante, sentí furia, y un ahogo que me quitaba el aliento de no poder hacer nada, de enfrentarme con tu cadáver, de ya no escucharte.  No sé si era soberbia o egoísmo, quizás si lo sé, tu certeza inconfundible, tu presencia de patriarca, el hombre que conocí con su orgullo y fragilidad.

 

Ebbi la desolazione di vederti quell’istante, sentii furia, ed un soffocamento che mi toglieva il conforto di non potere fare niente, di stare davanti al tuo cadavere, e ormai più  non sentirti.  Non so se era superbia o egoismo, forse si, lo so, la tua certezza inconfondibile, la tua presenza di patriarca, l’uomo che conobbi col suo orgoglio e fragilità.

 

                             ——————————————

 

Un humano especial en el redil de mi historia.  Aquel que puso el espermatozoide en el óvulo de mi madre, exacto coito del engendramiento, yo tu hija atestiguo parte de esa alianza que construiste con ella. No tienes sustituto, fuiste solo tú. Por eso la frialdad eterna no te pertenece ni a mí.

 

Un umano speciale nel retaggio della mia storia. Quello che mise lo spermatozoo nell’ovulo di mia madre, preciso amplesso del concepimento, io tua figlia sono testimone e parte di quell’alleanza che hai costruito con lei. Non hai sostituti, eri solo tu. Per quel motivo la freddezza eterna non ti appartiene, e nemmeno a me.

 

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Me es inevitable pensar en tus gusanos que te están devorando. Imagino la putrefacción de tu cuerpo, su olor espantando la eternidad.  Menos mal que los buitres no llegan allí.

Ya no estás – ya no eres. Cayó tu acto. 

 

Mi è inevitabile pensare ai tuoi vermi che ti stanno divorando. Immagino la putrefazione del tuo corpo, il suo odore spaventando l’eternità.  Meno male che gli avvoltoi non arrivano lì.

Non sei qui oramai, non ci sei più oramai. Si chiude il tuo sipario.

 

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No hay próximo encuentro.  Tú sin mí yo sin ti. Aquí estoy escribiendo, ya no leerás mis  inéditos mi crítico y primer lector, te extraño. Amante padre me traicionaste, te fuiste con mi rival, siento el dolor del dolor, no tengo nada que juzgarte sangre de mí, echo tierra al vacío, escupo la nada, me lamento como nunca, lloro sin más.

 

Non c’è prossimo incontro. Tu senza me io senza te.Qui sto scrivendo, non leggerai oramai i miei inediti,  mio critico e primo lettore, ti rimpiango. Amante padre mi hai tradito, sei andato via col mio rivale, sento il dolore del dolore, non ho niente per cui giudicarti sangue mio, getto terra nel vuoto, sputo il niente, mi lamento come mai, piango a più non posso.

 

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Que problema ser mortal, cómo duele esto, este dolor como que no fuera a acabarse. Tengo partida el alma, tengo un boquete en la palabra que tienes un lugar.

 

Che problema essere mortali, come fa male questo, questo dolore che sembra non smettere mai.

Ho l’ anima persa, ho un vuoto nella parola, in cui avevi posto.

 

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El arco iris está fragmentado en el universo de mi memoria.

Ausencia de ti soledad del silencio ahí. Dios nombrarte no basta en este momento. Siento un movimiento caído en la mudanza del verbo. El dolor es una forma de no  morir.

 

L’ arcobaleno è spezzato nell’ universo della mia memoria.

Assenza di te, solitudine del silenzio qui. Dio, nominarti non basta in questo momento.

Sento un movimento caduto nel cambio del verbo. Il dolore è una forma per non morire.

 

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Salgo del panteón y de la oscuridad, me alejo de la lápida, siento una tristeza profunda.  Te llevo como secreto. Le doy giro a mí ser, me encuentro otra: me enfrento. Veo en mi rostro la huella de la pérdida. Me visto de luto. 

 

Esco dal tempio dell’ oscurità, mi allontano dalla lapide, provo una tristezza profonda.

Ti porto come un segreto. Faccio un giro su me stessa, mi sento un’ altra, mi confronto.

Vedo nel mio viso l’ impronta della perdita. Mi vesto di lutto.

 

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Por no sé qué tiempo busco su rastro. Ni su sombra -disgrego- alguna vez pensé en el suicidio, no soy capaz,  me alejo de la melancolía, sepulto la idea que se cruza, qué duro sin ti, impongo mi presencia.  Te guardo dentro.

 

Non so per quanto tempo cerco il suo profilo, nemmeno dalla sua ombra mi separo. Qualche volta ho pensato al suicidio, non sono capace, mi allontano dalla malinconia, seppellisco l’ idea che si fa strada, com’è difficile senza di te. Prevalgo, e ti porto dentro.

 

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Mi deseo dispone de la eternidad que no soporto, tonterías de la razón magia del cómico. Para no estar extraviada en tu imagen hago toques de poesía.  Danza dentro de mis dudas como hada infantil. Siempre me faltó algo quede ahí. Me quiero liberar de mí pero en el fondo no. “Me quedo conmigo”.

 

Il mio desiderio dispone dell’eternità che non sopporto, sciocchezze della ragione, magia del ridicolo. Per non essere distratta nella tua immagine, interpreto versi di poesia. Danza dentro i miei dubbi come fata infantile. Mi è sempre mancato qualcosa che rimanga qui. Voglio liberarmi di me, ma in fondo no. Rimango con me stessa.

 

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Muerte carencia del deseo, espectro del abismo, yo de otro, resto del ser. Yo: no soy otro. Estoy libre de tu muerte. No te debo nada padre sólo te amé.

 

Morte carenza del desiderio, spettro dell’abisso, io di un altro, rimanenza dell’essere. Io:  non sono un altro. Sono libera dalla tua morte. Non ti devo niente padre, ti ho soltanto amato.

 

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Alguna vez me contaste que cuando tu mujer nacía tu historia había empezado, otras lunas coqueteaban y sollozaban. No sabías qué pasaba estabas alucinado con tu deseo, pusiste sembríos en otra tierra, crecieron como girasoles desafiando al sol. 

 

Qualche volta mi raccontavi che quando tua moglie nasceva, la tua storia era già iniziata, altre lune civettavano e singhiozzavano. Non sapevi che cosa succedeva, eri allucinato dal tuo desiderio, mettesti semi in un’altra terra, crebbero come girasoli sfidando il sole.

 

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Te asustaste, huiste a otro sitio, ibas como siempre traje blanco nítido con tu cigarro infaltable, tu sombrero, el bastón fue después, estabas bello, no entendías el movimiento, la gente se encaminaba a un lugar.

 

Ti spaventasti, fuggisti in un altro posto, andavi come sempre con abito bianco, nitido, col tuo immancabile sigaro, il tuo cappello, il bastone venne dopo, eri bello, non capivi il movimento, la gente si incamminava verso un luogo.

 

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Quiso el pueblo detenerte, peleaste como ebrio con el fantasma, oíste el cadáver anunciado por las campanas de la iglesia, te acercaste siguiendo a los otros, te encontraste con la casa de tu amigo, el difunto pertenecía a su familia. 

 

Il paese volle fermarti, litigasti come ubriaco col fantasma, sentisti il cadavere annunciato dalle campane della chiesa, ti avvicinasti seguendo agli altri, ti trovasti nella casa del tuo amico, il defunto apparteneva alla sua famiglia.

 

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Se acompañaron hombro a hombro, medio dormido te quedaste, entre trago puro y la vida seguían llegando los conocidos. En el féretro estaba la matrona, mama tomasa la llamaban, era de riendas firmes, respetada y querida.

Un muerto no se va así no más.

 

Si accompagnarono spalla a spalla, mezzo addormentato rimanesti, tra un sorso puro e la vita, continuavano ad arrivare i conoscenti. Nel feretro stava la matrona, mamma tomasa la chiamavano, era di maniere forti, rispettata e amata.

Un morto non se ne va così, non più.

 

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Sacudiendo la borrachera del vacío pensaste un café para sacarte de encima la noche, buscaste pedírselo a quién, era un revuelto todo ese rato, por aquí por acá el cruce humano.

 – Ese día estaba hecho para ti –

 

Scuotendo la sbronza del vuoto, pensasti ad un caffè per superare quella notte, cercasti di chiederlo a chi, era sottosopra in quel momento, qui e là incroci di gente.

 – Quel giorno era fatto per te –

 

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Diste vuelta a tu pisada, te acercaste a la joven, le preguntaste quién eres, apenas los pezones le asomaban bajo la blusa, ni gota de maquillaje, el pelo recogido, vestido ceñido a la cintura, parecía una hermosa garza. Te  contestó, -soy la hija de Martínez-, casi refregándote los ojos, abriste la boca bien grande, ¿dónde te tenía escondida?

 

 

Ritornasti sui tuoi passi, ti avvicinasti alla giovane, le domandasti chi sei, i capezzoli le spuntavano appena sotto la blusa, nemmeno una goccia di trucco, i capelli raccolti, vestito stretto alla vita, sembrava un bell’ airone. Ti rispose, – sono la figlia di Martínez –

Quasi strofinandoti gli occhi, apristi la bocca ben grande, dove ti aveva nascosta?

 

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Te quedaste mudo, sacaste tu pucho y lo prendiste, de reojo y de frente siguiéndola, te trajo la taza caliente, la detienes, y como si la conocieras hace mucho tiempo, como si se tratara de un pacto hecho a escondidas, como si ella sabía  de lo que se trataba como  si nada, casi seguro y con dejo de asentamiento la desafías y la posees con tus palabras inquisitivas, parecías un As de póker perdido en la soledad del jugador. 

 

Rimanesti muto, tirasti fuori il resto del tuo sigaro, rigirandolo di fronte e di traverso, seguendola con lo sguardo, ti portò la tazza calda, la fermi, e, come se la conoscessi da molto tempo, come se si trattasse di un patto fatto di nascosto, come se lei già sapesse quello che stava succedendo, come se niente fosse, quasi sicuro e con accento di appropriamento la sfidi e la possiedi con le tue parole indagatrici, sembravi un Asse di poker perso nella solitudine del giocatore.

 

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No pensaste en el riesgo, te lanzaste al ruedo, no sabía qué hacer la muchacha, te siguió el juego, ninguno de los dos se retiró, se marcaron las miradas, se hirieron con el aguijón de los sueños cómplices. 

 

Non pensasti al rischio, ti lanciasti a precipizio, la ragazza non sapeva cosa fare, ti seguì nel gioco, nessuno dei due si ritirò, si fissarono gli sguardi,si ferirono con la freccia dei sogni complici.

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Él ya maduro corrido, ella apenas saliendo del parque de los juegos, no importó nada, la prendaste poco a poco, al tenerla tan cerca de ti sacas del bolsillo un escapulario, como si fuera una sentencia, muy serio sin pedir nada, sólo decidiendo sueltas la lengua…

 

Lui già maturo e navigato, lei appena uscita dal parco giochi, non faceva nulla.

L’ hai sedotta poco a poco, tenendola così vicina a te, togli dalla tasca un distintivo, come se fosse una sentenza, molto serio e senza chiedere nulla, solo decidendo sciogli la lingua.

 

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Un día antes de ya no verte con la luz en tus ojos volviste a ese momento, como estrofa de pasillo susurraste tu declaración de hombre enamorado con dejo de amor como si tuvieses “el alma en los labios”. 

 

Un giorno, prima che sparisse quella luce dai tuoi occhi, ritornasti a quel momento, come strofa di corridoio sussurrasti la tua dichiarazione di uomo innamorato con accento di amore come se avessi “l’anima sulle labbra.”

 

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“Un detente del corazón de Jesús hizo el milagro al colocarlo alrededor de su cuello, le dije que lo usara junto a su corazón, que era el lugar donde quería estar ubicado desde ese momento para siempre”

 

-Un seguace del Cuore di Gesù, fece il miracolo di metterlo attorno al suo collo, le dissi che l’usasse insieme al suo cuore, che era il posto dove volevo stare, da quel momento e per sempre”

 

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Te escuché atentamente detenidamente, letra a letra, te besé,  te dije al oído, tú sí que la amas, sonrió dulcemente, como retornando como que no había pasado el tiempo como que estaba con ella ahí, como que no existía nadie más, como dos palomas en el tejado de una casa, como ellos únicamente.

 

Ti ascoltai distintamente, attentamente, lettera dopo lettera, ti baciai, ti dissi all’orecchio, tu si che l’ami, sorrise dolcemente, come ritornando indietro con la memoria come se nno fosse passato il tempo, come fosse lì con lei, come se non esistesse più nessuno, come due colombe nel tetto di una casa, come loro, unicamente.

 

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3

 

Tus pequeños se vistieron de flores y conejos brincones hicieron con sus manitas figuritas a contraluz prestaron  colores  al arco iris para teñir ausencia, con un carboncillo te dibujaron todito, te envolvieron en algodón, tu cabeza la cubrieron con espuma de mar, tus pies los protegieron con rondas de calor para que no tengas frío.

 

I tuoi piccoli si vestirono di fiori e da conigli salterini, fecero con le loro manine, figure in controluce, prestarono colori all’arcobaleno per disegnare l’ assenza, con un carboncino ti disegnarono tutto, ti avvolsero in cotone, la tua testa la coprirono con schiuma di mare, i tuoi piedi li protessero con un cerchi di calore, affinché tu non abbia freddo.

 

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Inquietos y curiosos desconfiaban del tiempo, vieron que una manecilla del reloj se había detenido cerca de la noche, decidieron buscarte con sus muñecos más queridos, bosquejaron un camino, lo iluminaron con palitos de fósforos para que no te pierdas, sembraron semillas mágicas a los bordes, en un cerrar de ojos habían crecido árboles increíbles donde los pajaritos saltaban cantaban anidaban y ensayaban revuelos como a ti te encanta verlos, lo que ellos querían no estés tristes ni solito ni encerrado en el silencio.

 

Inquieti e curiosi diffidavano del tempo, videro che una lancetta dell’orologio si era fermata vicino alla notte, decisero di cercarti con i loro bambolotti più cari, abbozzarono una strada, l’illuminarono con i fiammiferi perchè tu non ti perda, seminarono semi magici ai bordi, in un battito di ciglia, erano cresciuti alberi incredibili dove gli uccellini saltavano, cantavano, si annidavano e provavano svolazzi come a te piace vederli, quello che essi volevano è che tu non sia triste, né solo, né rinchiuso nel silenzio.

 

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A uno se le ocurrió poner la pipa en la sonrisa de la señora luna por si acaso  quieras fumar un poquito no más, hasta que decidas volver, te abrieron todos los túneles, quitaron todas las trampas, se pusieron de acuerdo con los relámpagos, hicieron callar los truenos, dejaron la lluvia encerrada en la nube.

 

Ad uno capitò di mettere la pipa nel sorriso della signora luna, caso mai vuoi fumare  un pochino,non di più, fino a che decida di ritornare, ti aprirono tutte le gallerie, tolsero tutte le trappole, si misero d’ accordo con i fulmini, fecero tacere i tuoni, lasciarono la pioggia rinchiusa nella nuvola.

 

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Todos se sentaron en círculo,  escribieron con sus dedos sobre la tierra un canto que empezaba  más o menos así, con la á a la b a la c a la d hasta llegar a la p.

Había una vez  un pájaro carpintero que picaba en la madera  y sonaba así. Pepe Pepito Pepón ¿dónde estás? se fue una pe. Pepepé no puedo pronunciar. Pepepé asómate ya y si no puedes quiero estés en mis sueños siempre conmigo. Pepepé te quiero con p. 

 

Tutti sedettero in circolo, scrissero con le dita sulla terra un canto che incominciava più o meno così: con la á alla b alla c alla d fino ad arrivare alla p.  C’era una volta un uccello falegname che picchiava nel legno e suonava così. Pepe Pepito Pepón dove sei? andò via una pi. Pepepé non posso pronunciare. Pepepé affacciati ora e se non puoi voglio che stai sempre nei miei sogni. Pepepé ti voglio con p.

 

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Pepepé ¿dónde estás? Pepepé a la una a las dos ya no estás? Pepepé. Pepe tu nombre el más lindo. Pepe Pepito Pepón el juguetón. Pepepé, ahí no más, toca mi turno mi nombre ya, empiezo con p empiezo sin p, pepe no soy pero pepe también ¿quién soy?

 

Pepepé dove sei? Pepepé all’una alle due ancora non ci sei? Pepepé. Pepe il tuo nome il più carino. Pepe Pepito Pepón il giocherellone. Pepepé, non è più qui, è il turno del mio nome ora,incomincio con p incomincio senza p, pepe non sono, ma anche pepe, chi sono?

 

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En vista que nunca llegaste, ellos entendieron algo ocurrió ya que tu eras  recontra puntual, se pusieron un poco triste más que triste tristísimos. Todos cerraron sus ojos, unieron sus deditos y de una sola hicieron un florón con sus pensamientos todos anudados abrazaron tu corazón en un solo latido.

 

Col fatto che non arrivasti mai, essi capirono che qualcosa era successo, poiché tu eri sempre puntuale agli incontri, diventarono un po’ tristi, più che tristi, tristissimi. Tutti chiusero gli occhi, unirono le loro ditina e in un momento fecero un grande fiore con i loro pensieri tutti annodati, e abbracciarono il tuo cuore in un unico battito.

 

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Una gotita de lluvia cayó sobre la semilla que uno de tus pequeños había guardado, no tienes idea como creció de un salto, era una rosa roja ¿sabes cual? la del cuento, se había salido de la página porque está aburrida que nadie la visita ni hablan de ella, la tenían completamente olvidada, solo su protector la riega, y ya los dos  de verse la cara  y lo mismo siempre los tiene ni para qué contar.

 

Una goccia di pioggia cadde sul seme che uno di tuoi piccoli aveva conservato, non hai idea come crebbe in un momento, era una rosa rossa, sai quale? quella del racconto, era uscita dalla pagina perché era annoiata, perchè nessuno le fa visita né parla di lei, l’avevano completamente dimenticata, suolo il suo giardiniere la annaffia, e ora i due a forza di guardarsi in faccia, non avevavo più niente da dirsi.

 

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Los chiquitos oyeron  la historia e inmediatamente fueron a buscar al principito para darle a saber la melancolía de la flor, sabes el confesó también estar así dijo no tenía amigos, ni bien dicho esto no fue más. Entre todos armaron un jardín con toda la alegría con todas las adivinanzas con toda la gracia de la inocencia  formaron un riachuelo para que el agua del río de la ciudad llegue  suavecito  a las raíces de sus sueños.

 

I bambini ascoltarono la storia ed immediatamente andarono a cercare il principino per fargli sapere della malinconia del fiore, sai anche lui confessò di essere solo, perchè non aveva amici, detto fat, con tutti gli indovinelli, con tutta la grazia dell’innocenza formarono un ruscello affinché l’acqua del fiume della città arrivi dolcemente alle radici dei suoi sogni.

 

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De tanto trajín quedaron cansados ahora principitos todos se durmieron de  un solo golpe pidiendo no sin antes estés bien donde quiera te encuentres. Ángel de la guarda dulce  compañía no lo dejes solo ni de noche ni de día…

 

Di tanto viavai, giacquero stanchi e, ora tutti i principini  si addormentarono di un solo istante, ma non prima di chiederti se stavi bene e dove ti trovavi. Angelo custode, dolce compagnia, non lasciarli soli né di notte né di giorno

 

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Pasaron las lunas y los soles, no se hablaba de ti, tu espacio estaba ahí, tu almohada  tu cigarro tu pijama  tu fosforera  tu anillo, todas tus cosas menos tu. Nosotros sin ti. Sospechamos que algo había pasado, algo que duele  más que una sacada de muela, más que un rojo en la libreta, más que un coraje de papá y mamá, más que el mismo miedo al cuco.  

 

Trascorsero lune e soli, non si parlava di te, il tuo posto era lì, col tuo cuscino, il tuo sigaro, il tuo pigiama, il tuo accendino e il tuo anello, tutte le tue cose, mancavi tu.Noi senza te. Sospettammo che fosse successo qualcosa, qualcosa che fa più male che togliere un dente, più che un brutto voto sul registro, più che un' arrabbiatura di mamma e papà, più che la paura dello stesso uomo nero.
 

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Uno de los nuestros el mayor del clan soltó sin ton ni son que el abuelito  jamás iba a volver  a estar en casa porque la muerte  se lo llevó, nos apretujamos juntitos, no la conocíamos. Nos la imaginamos  como una bruja como una noche sin estrellas como una tierra sin habitantes como un monstruo quitándonos la imaginación. 

 

Uno dei nostri, il maggiore della compagnia, disse in tono incolore che il nonno non sarebbe mai tornato a casa, perché la morte lo portò con se, ci stringiamo vicini vicini, non la conoscevamo la morte. Ce l’immaginiamo come una strega, come una notte senza stelle, come una terra senza abitanti, come un mostro che ci toglie l’immaginazione.

 

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Era más que pena era dolor inmenso esto de estar sin ti de no poder olvidarte de no poder besarte de no poder abrazarte de no poder jugar contigo de no poder tenerte cerca. 

Sabes abuelito, creemos saber lo que te pasó, tenemos nuestra sospecha, y te la queremos  realmente contar, espero la lea alguna vez.

 

Era più che pena, era dolore immenso questo  stare senza te, di non potere dimenticarti,di non potere baciarti, di non potedi sapere quello che ti è successo, abbiamo il nostro sospetto, e te lo vogliamo davvero raccontare, spero tu lo legga qualche volta.

 

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Un día cogiste calladito y despacito la puerta de la calle saliste sin que nadie te viera ¿por qué? porque estabas muy cansado de esperar tu turno de ser ángel, no nos querías cerca porque no íbamos a entender tu nuevo estado y nos íbamos a preocupar, por eso te fuiste a esconder donde nunca pudiéramos llegar.

 

Un giorno, in silenzio e lentamente imboccasti la porta che dà sulla strada, uscisti senza che nessuno ti vedesse, perché? Perché eri molto stanco di aspettare il tuo turno per diventare angelo, non ci volevi vicino perché non potevamo comprendere il tuo nuovo stato, e ci saremmo preoccupati. Per questo motivo, sei andato a nasconderti, dove noi, non potessimo raggiungerti mai.

 

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Tengo entendido que allí están todos los que parten de este mundo, es un secreto ese lugar ¿tendrás alas ya?

 

Ho capito che lì, ci sono tutti quelli che lasciano questo mondo, è un segreto questo posto.

Avrai già le ali?

 

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4

 

El hombre atrás,  la cortina se recoge, el niño anuda el drama, se amontona en el retablo el argumento, los aliados hacen coro, agitan sus fantasías, el eslabón no se detiene, el deslizamiento agarra los repartos, todos cómplices, fragmentos del papel por todo lado.

 

L’uomo dietro la tenda si ritira, il bimbo intuisce il dramma, ci si riunisce davanti all’altare per l’ evento, tutti uniti fanno coro, agitano le sue fantasie, l’elemento non si trattiene, il movimento afferra i partecipanti, tutti complici, pezzetti del copione in ogni dove.

 

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La ficción a la par del personaje, sacan desnudo a Narciso, mofan del fantasma, persiguen el grito, le hacen morisquetas al espejo, a cada rato cambian el acto, el tótem juega con ellos,  al crimen le hacen cosquillas, a la serpiente le hacen bromas, juegan a caballo con el instinto, sacan al sueño de la cámara, le lavan la cara a las imágenes, al brujo le hacen agachar la cabeza, y que beba su poción.

 

La finzione allo stesso modo del personaggio, lascia nudo Narciso, si beffano del fantasma, perseguono il grido, gli fanno smorfie allo specchio, ad ogni momento cambiano il copione, l’ effige gioca con loro, all’ ingiustizia fanno il solletico, al serpente  fanno scherzi, giocano al cavallo con l’istinto, strappano il sogno dalla macchina fotografica, lavano il viso alle immagini, allo stregone  fanno chinare la testa, e che beva la sua pozione.

 

                              ——————————————–

 

Se cansaron de jugar con Dios a la escondida, nunca hay como agarrarlo, todos juntos le dicen tramposo déjate ver ahora o nunca, empezamos a contar hasta diez si no apareces …

Los niños recrean sus escondidas, ordenan al fantasma cada encuentro corren tras el perseguidor no se dejan coger, entre ellos se reparten la consigna, la ronda de la inocencia una y otra vez, las lunas cambian las sombras crecen, otras manos se agarran y todo empieza otra vez.

 

Si sono stancati di giocare a nascondino con Dio, non c’è mai modo di prenderlo, Tutti insieme gli dicono: Imbroglione, fatti vedere, ora o mai più, cominciamo a contare fino a dieci e se non vieni fuori……..

I bambini immaginano i suoi nascondigli, ordinano al fantasma di farsi trovare, corrono appresso al persecutore, non si lasciano prendere, tra essi si dividono gli ordini, il cerchio dell’innocenza una e una volta ancora, le lune cambiano le ombre crescono, altre mani si afferrano e tutto incomincia un’altra volta.

 

                            ————————————————–

 

Los bufones entran, escenas de amores y mitos, los ropajes del episodio marcan, hacen del miedo la pirueta de lo extraño, la actuación es aclamada.

 

I buffoni entrano, scene di amori e miti, le vesti dell’episodio risaltano, fanno della paura la pantomina dell’ insolito, la recita è acclamata.

 

                    ———————————————————–

 

Acogen la repetición. Correteaderas por todas partes, embrujan a la muerte, le hacen castillo de colores al rito pagano, le sacan la lengua a la cruz, sus pasiones la ponen en garabatos, el episodio de la arcilla bajo el soplo de los niños.  El adiestrador se esconde tras el padre, al niño jesús lo pusieron en andador, expulsaron al ángel del espanto, al diablo lo bañaron porque tenía mucho calor, al cielo y la tierra lo vistieron de plastilina.

 

Accolgono il bis. Scalmanati dappertutto, stregano la morte, fanno un castello di colori al rito pagano, tirano fuori la lingua alla croce, le loro passioni le manifestano in scarabocchi, l’episodio dell’argilla sotto il soffio dei bambini. Il capocomico si nasconde dietro il padre, il bambino Gesù divenne un viandante, espulsero l’angelo cattivo, il diavolo lo bagnarono perché aveva molto caldo, il cielo e la terra rivestirono di plastilina.

 

                       —————————————————–

 

Los pequeños saben lo que hacen no necesitaron ir a El, ellos mismos hicieron el génesis de sus días y del primero también, no necesitaron de siete largos días para hacer a los animales, las plantas, las cosas, porque bastaba una palabra…

Los mandamientos no existen en el mundo de ellos.  En el nombre del Deseo: el mundo los humanos y la muerte.

             

I piccoli sanno quello che fanno non dovettero ricorrere a Dio, loro stessi fecero la genesi dei suoi giorni e anche del primo, non avevano bisogno di sette lunghi giorni per fare gli animali, le piante, le cose, perché bastava una parola.  Gli ordini non esistono nel loro mondo. E nel nome del Desiderio:  il mondo, gli umani e la morte. 

  

                         —————————————————

 

La batalla del júbilo los rodea.

Recrean la hazaña, hacen del absurdo una comedia, juegan a la rayuela cuando tienen dudas enfrentan la angustia en el teatrín del lenguaje, a imagen y semejanza la diferencia y el espejo, hacen el cuento de los cuentos. 

 

La battaglia della gioia li circonda.

Ricreano l’impresa, fanno dell’assurdo una commedia, giocano alla piastrella, quando hanno dubbi affrontano l’angoscia nella scenografia del linguaggio, ad immagine e somiglianza la differenza e lo specchio, fanno il racconto dei racconti.

 

                         —————————————————

 

Sus palabras juegan a que juegan.

Los niños dormidos entre los juguetes, un juego yace en la boca, la culpa vestida de payaso hace de la luna una pandereta, mientras las estrellas ensayan,  el sol con sus rayos de violoncelo entona  pestañas del mar, la marejada rebota ante los castillos de arena.

 

Le loro parole giocano a quello che giocano.

I bambini addormentati tra i giocattoli, un gioco giace nella bocca, la colpa vestita da pagliaccio fa della luna un tamburello a sonagli, mentre le stelle recitano, il sole coi suoi raggi di violoncello rinforza i confini del mare, la mareggiata rimbalza davanti ai castelli di sabbia.

 

               ——————————————————————-

 

El miedo se hizo añicos con la risa, la imagen del mundo la hunden  en el acoso de la hormiga, todos juntos van donde las ranas que huyen de las hojas del tiempo. Un trinar los lleva a la

estación  de la ternura y la fábula.

 

La paura si fece a pezzi con la risata,l’immagine del mondo l’affondano nell’inseguimento della formica, tutti insieme vanno, dove le rane fuggono dalle foglie del tempo. Un trillare li porta alla stazione della tenerezza e della favola.

 

               ——————————————————–

 

Un olor a nacimiento deja escapar la inocencia, mientras los niños corren juntos con el sepulturero de estas tierras.

 

Un odore di nascita lascia scappare l’innocenza, mentre i bambini corrono insieme col

becchino di queste terre.

 

                              ——————————————

 

Mi padre y dios  un rasgo cercano al monologo. Mi grito una incógnita del incesto.  Configuro mi nombre en la identidad con la muerte.  Divago en la primicia del ilusionista. Mi exclamación un resto de la infancia.  -los instantes son mi posteridad- 

Entregada a la confesión del cuerpo.

 

Mio padre e Dio, una identità vicina al monologo. Il mio grido un’incognita dell’incesto.  Delineo il mio nome nell’identità con la morte.  Mi distraggo nella novità dell’illusionista. La mia esclamazione, un resto dell’infanzia.  -gli istanti sono la mia posterità – Dedita alla confessione del corpo.

MEMORIAL AUN ACANTILADO Y AGUAJE DE CARMEN VASCONES AL ITALIANO POR LISA COCCO marzo 18, 2010

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TRADUCCION   AL  ITALIANO POR  LISA  COCCO

1

Reconozco la cuerda filial

La onda templada cayó

El desasosiego interior se expande desde el mirador

El silencio soporta el desamparo de un día

Avanza en la aventura de la angustia

La versión enlaza insignias del ciclo solar

El creador se empecina en sostener su arte

Horizontes de adversidad atraviesan la advertencia

Un lazo virtual forma la iniciativa

La memoria ajusta una carrera de sueños

Interpola una velada ceñida a dejos contraídos

Simultáneamente duelos y pudores

La complicidad

Un llamado a la oquedad del silencio transita

Recibir un detalle inesperado

Del acompañante de los años infantiles

Resulta un festejo embriagador

Ritmo y trazos

Perspectivas

Rubrica: un garabato salta en la memoria

========================================================================================

Riconosco il vincolo filiale

L’onda mite cadde

L’inquietudine interiore si espande dalla veranda

Il silenzio sopporta l’abbandono di un giorno

Procede nell’avventura dell’angoscia

La versione intreccia emblemi del ciclo solare

Il creatore si ostina a sostenere la sua arte

Orizzonti di contrarietà percorrono l’avvertenza

Un legame virtuale crea l’iniziativa

La memoria aggiusta una corsa di sogni

Frappone una veglia rinchiusa ai segni contratti

Simultaneamente dolori e pudori

La complicità

Una richiamo al vuoto del silenzio transita

Ricevere un dettaglio inaspettato

Dal compagno degli anni infantili

è una festa inebriante

Ritmo e tratti

Prospettive

Firma:  un scarabocchio salta alla memoria

———————————————-

2

El grito se convirtió en un gran agujero interior

Resuena algo extraño y hostil a las demarcaciones provocadas

Gerundio de alusiones

Queda el anhelo tras el carboncillo

Desecha la plenitud del neonato

La madre dejó de gemir su ideal

La separación atraviesa el tatuaje del mito

El fantasma de una muerte anida

Fecundación de luz

¿Nazco?

El comentador deja promesa femenina

Cesa la tempestad

Apaciguamiento y brizna

Sobre el único goce que los cuerpos se pueden dar

El advenimiento de un astro envuelve la gestación boreal.

========================================================================================

Il grido si trasformò in un gran buco interiore

Risuona qualcosa di strano ed ostile ai

limiti provocati

Sincronìa di allusioni

Resta il desiderio oltre il disegno

Rifiuta la integrità del neonato

La madre smise di gemere il suo ideale

La separazione attraversa il tatuaggio del mito

Il fantasma di una morte annida

Fecondazione di luce

Nasco?

Il locutore lascia una promessa femminile

Cessa la tempesta

Quiete e pioggerellina sottile

Sull’unico piacere che i corpi possono darsi

L’ apparizione di una stella porta in se,

il suono del vento, lo sfuma ma non lo

disperde.

—————————————–

3

Hay un interdicto en la faz del capitulado:

la soledad del coyote recae sobre la montaña

Una sensación divaga en la carencia del alma femenina

Entre lo raro y lo sublime la blasfemia y mi yo

Un móvil de juntura alza lo siniestro

La culminación de un amor desecha otro

Desenroscado el génesis en la reseña del asentador

Un coloquio la cópula del origen

La fusión una figura extraña

Una alegoría devora a la danzarina

Que soporta el engendramiento de su deseo

El sueño despertó dentro de la cópula del alba

la onda amaneció sobre los cristales del retiro

Las tejas beben los roces de la cumbre

Se establece una ausencia en la cercanía de otra ausencia

Una leve iluminación denota la intensidad del entrelazamiento

Se adelanta recuerdo casto

La culminación enroscada de un símbolo

Deja ver el cuerpo: mitad mujer – mitad palabra

La intemperie protagoniza la mirada mortal.

======================================================

C’è un divieto nella faccia di chi si è arreso

la solitudine del coyote ricade sulla montagna

Una sensazione divaga nella privazione dell’anima

femminile

Tra lo strano e l’ eccelso, la bestemmia e il mio io,

Un motivo di giunzione aumenta la perfidìa

L’ apice di un amore rifiuta altro

Distorta l’ origine nella nota del mercante

Un colloquio l’ amplesso dell’origine

La fusione una figura strana

Un mito divora la ballerina

Che sopporta la crescita del suo desiderio

Il sogno si svegliò dentro l’abbraccio dell’alba

l’onda albeggiò sui vetri dell’ abbandono

Le tegole bevono le carezze della cima

Si stabilisce un’assenza nella vicinanza di

un’altra assenza

Un lieve chiarore rivela l’intensità dell’intreccio

Avanza un ricordo casto

Il culmine attorcigliato di un simbolo

Lascia vedere il corpo:  metà donna – metà parola

l’abbandono domina lo sguardo mortale

—————————————–

4

Suelto un remolino

de laberintos y soledad

huello mordaza

de pretéritos inacabados

Labio tu labio

lenguo tu lengua

pielo tu piel

Unamar encantado

hombre de mis entrañas

invádeme

especie de mi género

hallámonos

Dejámonos tocar ahí

donde la vida nos encontró

Astame horizonte preñado (astame en sentido de hasta a mi?)

del clamor

Arremetamos la fuente del caracol

deseo del jinete oralmado (oralmado en sentido de anunciado?)

suplicio rendido del grumete

siento tu entrante de mar

toco tu sumisión

arrecife del sol no ocultes

su sombra

mi río furiada de equilibrios

remo nudos de espumas

de brisas prematuras

de levedad envuelta

Cauce de tu cauce

perecemos un perfecto resplandor

Anclaje del sueño fuera de todo

a pique la alucinación del deseo

Sigo tu boca con mi boca

tu pie con mi pie

tu cuerpo con el mío

tu yo con mi yo

Tú con mi tú (esta la he traducida en sentido de yo que me demoro en ti, en tu ser)

Tengo una angustia  parecida

a la redondez de la tierra

Tus manos escarban en mi albura

mi vasija se llena de peces

huelo el madero de la panga (madero de la panga, el cuerpo del pez?)

te amenaza mi luna

sometida a la vuelta del brujo

provoca tempestades de ciclos

menjurjes (mezcla?)

mujaradas (en sentido de conjunto de mujeres?)

remanente grito del salvaje

inmanente solación  puramar (puramar no hay traducciòn al italiano solo: puro mare, como decir limpio mar)

inmemoria al caos del hechizo

adivino tu movimiento jugado en mí

embisto olvidos por vanidad

dato aguante de la imagen

conspiro con la eternidad

para que desembarques tu botín

Cual estibadores del anhelo

perdimos la carga

Fuimos todas las mareas añoradas

Ocasiono principio de sales

abordo otra intimidad

me hago cómplice

de la soledad inmortal del espejo

“No hay cielo que cubra

lo que siento por ti”

Acuño la frase como bisonte

cifrado en el augurio del extraño (extraño en sentido de que falta o de que no cabe nada?)

igual instante ataco

partida con partida

seco la piel en los bordes del triunfo

dejo los huesos como cal perdida

miro al frente y señalo el centro

Emblemo un fuego

tengo una batalla de agosto

levantando a todas los subyugados

masacro al simulador

Dejo una señal de dos

en el hundimiento ido por la escotilla.

========================================================================================

Sciolto un mulinello

di labirinti e solitudine

calpesto una stretta

di passati incompiuti

Ambisco al tuo labbro

adesco la tua lingua

scorro la tua pelle

incantesimo di acque che

convergono

uomo delle mie viscere

invadimi

specie uguale a me

scopriamoci

Lasciamoci toccare lì

dove la vita ci trovò

proiettami, un orizzonte pieno

di clamore

Calpestiamo la bava della lumaca,

desidero ancestrale del cavaliere

castigo obbligato del marinaio

percepisco la tua superficie di mare

tocco la tua sottomissione

scoglio del sole non nascondere

l’ ombra

il mio fiume impetuosità di equilibri

muovo ragioni di ardore

di brezze premature

di leggerezza avvolta

Alveo del tuo alveo

moriamo in un perfetto splendore

Ancora del sogno, fuori da tutto

a picco l’allucinazione del desiderio

Seguo la tua bocca con la mia bocca

il tuo piede col mio piede

il tuo corpo col mio

il tuo essere con il mio essere

Tu, con il mio essere te.

Ho un’angoscia simile

alla rotondità della terra

Le tue mani frugano nel mio candore

il mio recipiente si riempie di pesci

restituisco l’ immagine di

due corpi che si fondono

ti minaccia la mia luna

sommessa al ritorno dello stregone

provoca tempeste di cicli

inganni e proibizioni

reiterazioni

residuo grido del selvaggio

intrinseca distruzione

mare trasparente

relazionato al caos dell’incantesimo

indovino il tuo movimento giocato in me

colpisco dimenticanze per vanità

nota rassegnata dell’immagine

cospiro con l’eternità

affinché sbarchi il tuo trofeo

Come distributori del desiderio

perdemmo il carico

Fuggimmo tutte le maree rimpiante

Causo principio di sali

abbordo un’altra intimità

mi faccio complice

della solitudine immortale dello specchio

“Non c’è cielo che nasconda

quello che provo per te”

Conio la frase come bisonte

cifrato nel presagio dell’estraneo

uguale istante attacco

partenza con partenza

secco la pelle nei bordi del trionfo

lascio le ossa come calce persa

guardo davanti e segnalo il centro

Simbolizzo un fuoco

ho una battaglia di agosto

erigendo a tutte, i sottomessi

massacro l’ ipocrita

Lascio un segno di due

nello sprofondamento passato 

dal boccaporto.

—————————————————-

5

Fuimos barricadas

fuimos invasores

nuestros cuerpos

tierra propia

Fuimos rebeldes

reacios a desertarnos

Por un instante

todavíamos libres

Eje contra eje

polo contra polo

Somos aún

atentado de amor que nos concierne

Salimos ilesos

se jugó una parada

No somos lo mismo.

========================================================================================

Fummo barricate

fummo invasori

i nostri corpi

terra propria

Fummo ribelli

restii a disertarci

Per un istante

noi ancora liberi

Asse contro asse

polo contro polo

Siamo ancora

attentato di amore che ci

riguarda

Usciamo illesi

si giocò una fermata

Non siamo la stessa cosa.

——————————————

6

Vino de eclipses

bebe tu instante

cual viñador

penetrando enigmas

aspiras la luna

oculta en tu boca

tal jugada tal

concupiscente hundida

en arena movediza.

========================================================================================

Vino di eclissi

beve il tuo istante

quale vignaiolo

penetrando enigmi

aspiri la luna

nascosta nella tua bocca

uguale, giocata uguale

concupiscente infossata

in sabbia mobile.

————

AMA/ZONAS Y….TODAS LAS AMAZONAS marzo 16, 2010

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el articulo 407 de la Constitución.

Cómo entender esta propuesta?
 

  1. ¿eliminarán el Parque para no aplicar los procedimientos aprobados en la Constitución?

 

Basta mirar el mapa:
Pozos ITT

¿Que puedo hacer yo?  

 

Arpegio del asentamiento 

apaciguo agobio   

sobrecojo ribazo vocablo    

acorde suelto 

Improviso posada 

 ¡agotamiento del meteoro! 

precoz cacería velada 

gruñido del príncipe 

Mi poesía almatú 

maridaje del sonido 

vocablémonos 

A bocanadas de sal supiste soledad 

no acepto metal alguno corroa sensación de vida 

te siento mar romper caracol de fuego 

 entresaliendo por agujero de todas las aortas del mundo 

desespero igual pichón abandonado por la naturaleza 

donde todos sus árboles fueron quitados 

donde todos sus cielos dejaron de serlo 

A veces  evoco mi infancia 

veo un sol hundido en mi cráneo 

parezco un ajuar de laberintos 

recogiendo escondites 

Soy un género inacabado en la planicie del desierto 

Imanto acto 

desecho verbos 

evoco nada 

alianzo hordas 

Taladré una gema al interior de mi corazón 

mas vi desolación de campos 

Germinal tocas gesto del día único 

Asisto a mi advenimiento 

de pronto quiero ser la música poseída 

el tímpano de Dios 

la ruptura distante del finito 

Toco clave adherida a un génesis 

que pertenece a humanos solamente 

Acabo de asesinar última razón de la existencia 

acabo de encontrarme  sin abastecimientos 

Verano terminas contigo como melancolía de semilla 

(encierras el frío) 

Un girasol da vuelta en mis fantasías 

Fugo en trébol de parábolas 

adentro trecho anunciado 

Cae el criminal 

limpio su rostro 

veo el mío 

Recojo letanía del océano chocando 

contra la proa del zangón 

instalo una ronda de ángeles 

hago del espíritu un hechicero desesperado 

para que no encuentre su ademán en el sombrero 

que pidió prestado a su majestad la Trinidad 

levanto un parque a mitad del embrión 

Fui capaz soy capaz echo de mí… 

¿quién no soy? 

Ironía derrota del credo 

me duele la imagen que concibo 

me duele el horror que no soporto 

¡ahí está! 

Herida psique hazme saber el error tallado en mí 

Siento su forma enterrada su inmisericordia hecha  

¿por quién? 

Su residuo cual borraja de vino: amargo 

Talo mi imaginario 

podo mis sueños 

hago pesadillas para cómicos 

¡Y mis insomnios! ¿qué son ? 

cansancio de soñar 

Quiero habitar juego mágico 

arribar a tierra donde todavía 

se pueda amar 

acariciar 

Postergué viaje fiesta de barro 

espera del hombre trovador de sonidos 

Aún no termino de recoger  mis escamas 

en aguas donde mora novicia marina 

Mi tristeza toca velos quemados por el ocaso 

Mi agonía desgaja horizonte del tiburón 

si no lo provocan no muerde 

y tampoco se vuelve sanguinario 

ante piques de olor 

lo sé 

Tengo un nudo que ha llegado 

a término  de su eslabón 

¿qué habrá? 

Devuelvo al éxodo un agotamiento 

que no me pertenece 

Mi música no  puede ayudarme 

tan solo improvisar 

Heroína de arpa parezco 

tengo odisea naciente 

jardín amordazado 

anhelo bicéfalo 

más aún 

Mi metáfora una preñez eterna 

Voy hacia donde ya  ni tú ni yo ni nadie 

puede seguir 

Mis versos se rindieron 

 Yo ímpetu del paso intento 

Escucho quejas de soledad 

cual raza humana voy 

Sus brazos me acogen 

abrazo abrázame. 

háganoslo llegar


     

_______________________________________________
Sitio web de la campaña: http://www.amazoniaporlavida.org

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?sucede en galapagos ….averiguar que pasa también al otro lado. Las fosas comunes de dolor y silencio. Piedra, papel o tijeras. La cruz, la cara la moneda. El cadáver no flota en la boca del pez. ?En la mano lavada el rastro se escabulle en el bienaventurado…digamos que buscamos la mejor foto, la mejor palabra, la genialidad escogida, el verbo perfecto, el error de la culpa, compitamos en la carrera sin desbocarnos, no sea que me tropiece, las flores del bien y del mal no existen, eva y adán un pretexto del verbo, si el hombre pudiera matar a dios, cuantos millones de asesinos habrían, la ley libera de la duda, justificas el artículo en la gramatica que aborrecemos. La tarima se pudre con tanto sudor compitiendo por la mejor toma. Todos nos creemos mejor que el otro. Una nada ensombrece el espectáculo. Jugamos con el suicidio. Algunos ejecutan, otros lo cogen como carnada para pezcar , pero el anzuelo siempre cae, rompe la imagen, despelleja a narciso, que se creía solo en el eco. Otro se le burla en el tropiezo del abandono. La voz traga al impostor. No hay bienvenida cuando dos ideales se tropiezan en la brutal competencia. Pobre diablo dice el bar. La barra del consumo no escucha al verso. Cada uno sin uno se cree un otro. Ünica soberbia sín apice de verdad. Alienado sin línea. Delinea el Depredador del silencio el amor se diluye en veneno. Oxido de sentimientos fétidos. Huélete. La pesca demora el suicidio del tiempo. No hay espíritu encomendado sólo remiendos de dudas. La costumbre crea un hábito desabrido… ¿Cuándo te ha importado más allá del espejo?cero. marzo 14, 2010

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EN LAS PLAYAS DE GALAPAGOS???????
 

 

  

  


depredadores.


 

 SUCEDE EN GALAPAGOS http://www.aldia.cr/galerias/tortugasostional/slides/MVQ_7812.JPGhttp://www.aldia.cr/galerias/tortugasostional/slides/MVQ_7918.JPGhttp://www.aldia.cr/galerias/tortugasostional/slides/MVQ_7934.JPG

http://www.aldia.cr/galerias/tortugasostional/slides/MVQ_7907.JPG

http://www.aldia.cr/galerias/tortugasostional/slides/MVQ_7904.JPG

http://www.aldia.cr/galerias/tortugasostional/slides/MVQ_7945.JPG

http://www.aldia.cr/galerias/tortugasostional/slides/MVQ_7921.JPG

http://www.aldia.cr/galerias/tortugasostional/slides/MVQ_7937.JPG

http://www.aldia.cr/galerias/tortugasostional/slides/MVQ_7938.JPG

http://www.aldia.cr/galerias/tortugasostional/slides/MVQ_7895.JPG

http://www.aldia.cr/galerias/tortugasostional/slides/MVQ_7964.JPG

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
   

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sobre lecho… de carmen váscones marzo 13, 2010

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sobre lecho de la bacante, poema carmen vascones traducido al italiano y más

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

POEMA TRADUCIDO AL ITALIANO

POR LISA COCCO

SUL LETTO

Sul letto di una incerta campana

suona liturgìa,

diluvio di fioretti scavano

leggerezze monacali

dentro il baule di vetro

– Rimango con me per stare con te –

Tragedie di riti proclamano pausa

e silenzi

rinasco allontanandomi da ciò

che fa male,

umiliazione, disamore, confidenza

sopporto la fine di una candela grondante

all’unisono dei passi contemplo

la mia solitudine

riesco ad interiorizzare il movimento

compassioni accompagnano il corteo.

Il barcaiolo rema nudo, mal disposto,

la mia inadeguatezza uno vuol seguire,

controllando,

con fattezze di persecutore.

Ondeggi di corde e retaggi rinnegati

non riparano, imitando un neonato

brusco sonaglio di accanimenti

si beava col germoglio debole del gemito

imprigionato, che sparisce nell’omelia.

Pozioni dietro riscatto

attacchi e ritirata

non c’è posto per un

chiaro abbandono assoluto,

Responsabile del malcostume

te ne andasti.

Il mio principio impersona la

parola Carmen

radicata con violenza all’ idea

di non cedere

fino a non poterne più

fino a non volere più

fino a dire basta.

Estraggo da me,

la schiava spaventata

dall’ impalcatura

la mia voce disperde

la fragilità dell’ombra

annullo

tutto ciò che assomiglia al dolore.

Coloro l’innocenza dell’essere insignificante

nel mio stupore infantile

quello che sono

Nella mia passione sciolgo l’ urgenza

dell’ immobilità

in mio potere ho la mia fine

e il mio inizio.

Candele, crescono come battesimo e litanie

nelle viscere del predicatore

che proclama l’arrivo dei geni

solchi di fiumi rimangono prossimi alla nascita

una luce nascosta rivelazione del proposito

non c’è rassegnazione conforme

accoppiamenti di trionfo senza confronti

arrivano all’interno dei miei sonni

calpestati nella pubertà della genesi.

Annoto sveglia l’insurrezione del grido

il viso confuso non trova calma nel mio

un vuoto sconforto lascia il calice,

la preghiera non appartiene all’adorante

sottomesso,

la speranza si allontana senza importanza

porto l’inerzia della sua sostanza nella

mia memoria,

in prati in pendenza la sua gioventù rubata,

avvolto in tulle bianco il corpo

che una volta è stato bello.

I respiri, sorreggono le preghiere sospese,

crocifissa l’ emozione, rivela inclemenza

la sete dello spirito, muore dietro

raccomandazioni.

Non chiedermi mai dell’ assenza,

con me quello che non è con lei

con lei quello che non è con me

non dorme come me

né riposa

è uguale a me.

La mia solitudine

è fragile davanti al silenzio

mite come la malinconia

nella mia oscurità

tenera

come l’angelo custode

che porto

dentro.

Porto la tristezza più bella

rinchiusa nelle urne dei miei occhi

(la mia morte che non mi farà male)

onnivora radice non imitarla,

il suo tumulto un’acida dolcezza iniziale

– l’unica che non devi tradire –

Riempio con tamburelli da gioco

la mia porzione di terra

lastricato di persecuzioni.

Nella roccia lacrimosa sedimentano

promessa avvolta

come era?

La regina dell’universo abita

specchi sparsi nell’anfora di avorio

Chi ti accoglierà?

Chi riceve le tue implorazioni?

La felicità gioca a procreare

un altro mistero originale.

Vuoi entrare nel giro? 

SUL LETTO

 

Sul letto di una incerta campana

suona liturgìa,

diluvio di fioretti scavano

leggerezze monacali

dentro il baule di vetro

– Rimango con me per stare con te –

 

Tragedie di riti proclamano pausa

e silenzi

rinasco allontanandomi da ciò

che fa male,

umiliazione, disamore, confidenza

sopporto la fine di una candela grondante

all’unisono dei passi contemplo

la mia solitudine

riesco ad interiorizzare il movimento

compassioni accompagnano il corteo.

 

Il barcaiolo rema nudo, mal disposto,

la mia inadeguatezza uno vuol seguire,

controllando,

con fattezze di persecutore.

 

Ondeggi di corde e retaggi rinnegati

non riparano, imitando un neonato

brusco sonaglio di accanimenti

si beava col germoglio debole del gemito

imprigionato, che sparisce nell’omelia.

 

Pozioni dietro riscatto

attacchi e ritirata

non c’è posto per un

chiaro abbandono assoluto,

Responsabile del malcostume

te ne andasti.

 

Il mio principio impersona la

parola Carmen

radicata con violenza all’ idea

di non cedere

fino a non poterne più

fino a non volere più

fino a dire basta.

 

Estraggo da me,

la schiava spaventata

dall’ impalcatura

la mia voce disperde

la fragilità dell’ombra

annullo

tutto ciò che assomiglia al dolore.

 

Coloro l’innocenza dell’essere insignificante

nel mio stupore infantile

quello che sono

Nella mia passione sciolgo l’ urgenza

dell’ immobilità

in mio potere ho la mia fine

e il mio inizio.

 

Candele, crescono come battesimo e litanie

nelle viscere del predicatore

che proclama l’arrivo dei geni

solchi di fiumi rimangono prossimi alla nascita

una luce nascosta rivelazione del proposito

non c’è rassegnazione conforme

accoppiamenti di trionfo senza confronti

arrivano all’interno dei miei sonni

calpestati nella pubertà della genesi.

 

Annoto sveglia l’insurrezione del grido

il viso confuso non trova calma nel mio

un vuoto sconforto lascia il calice,

la preghiera non appartiene all’adorante

sottomesso,

la speranza si allontana senza importanza

porto l’inerzia della sua sostanza nella

mia memoria,

in prati in pendenza la sua gioventù rubata,

avvolto in tulle bianco il corpo

che una volta è stato bello.

 

I respiri, sorreggono le preghiere sospese,

crocifissa l’ emozione, rivela inclemenza

la sete dello spirito, muore dietro

raccomandazioni.

 

Non chiedermi mai dell’ assenza,

con me quello che non è con lei

con lei quello che non è con me

non dorme come me

né riposa

è uguale a me.

 

La mia solitudine

è fragile davanti al silenzio

mite come la malinconia

nella mia oscurità

tenera

come l’angelo custode

che porto

dentro.

 

Porto la tristezza più bella

rinchiusa nelle urne dei miei occhi

(la mia morte che non mi farà male)

onnivora radice non imitarla,

il suo tumulto un’acida dolcezza iniziale

– l’unica che non devi tradire –

 

Riempio con tamburelli da gioco

la mia porzione di terra

lastricato di persecuzioni.

 

Nella roccia lacrimosa sedimentano

promessa avvolta

come era?

La regina dell’universo abita

specchi sparsi nell’anfora di avorio

Chi ti accoglierà?

Chi riceve le tue implorazioni?

 

La felicità gioca a procreare

un altro mistero originale.

Vuoi entrare nel giro?

poema alguien traducido por lisa cocco marzo 10, 2010

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Lisa Cocco March 1 at 4:00pm

ALGUIEN

Alguien
¿tu o yo?
estamos solos
en el adulterio con la muerte

Una horda de inocencia lapída
la contracción del suspiro
sobre el cuerpo extenuado
la convulsión arranca la agonía
anónima figura envuelta
en el susurro del esplendor

Primeriza nimbada
sublimas la inmortalidad promiscua
rechazas lo inerte resurgiendo
en tu propia carne
rebosa tu sed de amor
profesas el escándalo sin descanso
revelas enternecida tu ascensión

Saliste del seno materno
para combatir el espasmo del calvario
zarpaste un mar a contraviento y sin reposo
izas el horizonte en tu mirada implacable

Venida a ti atravesaste al horero del templo (o tiempo?)

En tus manos encomiendas
el deseo de no separarte nunca
de la embarcación

La levedad de tu presencia parece
una flotilla invicta envuelta en olas.

========================================================================================

QUALCUNO

Qualcuno tu o io?
siamo soli nell’adulterio
con la morte.

Uno sciame di innocenza lapída la
contrazione del sospiro sul corpo
stremato
la convulsione strappa l’agonia
anonima figura avvolta nel sussurro
dello splendore.

Iniziale trasfigurazione
esalti l’immortalità promiscua
respingi l’ indolenza risorgendo
nella tua stessa carne
trabocca la tua sete di amore
professi lo scandalo senza riposo
riveli intenerita la tua ascesa.

Uscisti dal seno materno per combattere
lo spasmo del calvario
salpasti un mare controvento e senza
riposo
elevi l’orizzonte nel tuo sguardo
implacabile.

Venuta a te attraversasti la lancetta
del tempio (o tempo?)

Nelle tue mani trattieni il desiderio
di non separarti mai dall’imbarcazione

La leggerezza della tua presenza sembra
una flotta invincibile avvolta dalle onde.